Commento a cura di Suor Cristiana Scandura
Venerdì della XXVI settimana del Tempo Ordinario
Letture: Bar 1,15-22 Sal 78 Lc 10,13-16
“Guai a te, Corazin, guai a te, Betsàida! Perché se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi e i miracoli che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite” (Lc 10,13). Nel brano evangelico odierno Gesù rimprovera gli abitanti delle città di Corazin e di Betsaida, perché, malgrado i segni e i prodigi che vi ha compiuti, non hanno accolto il suo amore. Quel “guai a voi”, pronunciato da Gesù, può sembrare una minaccia di castigo, ma tutto il tono del brano ci fa leggere quell’espressione con il tono del lamento, del rammarico.
È il pianto di Gesù, la sua tristezza per quelle genti che non riconoscono tutto l’amore gratuito che il Padre, mandando il Figlio Gesù vuole donare a loro e al mondo intero. È come il pianto della madre che vede il proprio figlio allontanarsi lungo sentieri che conducono alla morte.
Chi non accoglie la Parola si fa del male, si ferisce da sola. I cieli e la terra nuova non fioriscono nel cuore di coloro che non accolgono Gesù. Ma Egli, malgrado il rifiuto, continua ad amarci: il Suo Amore non viene mai meno. La libertà di potere accogliere o rifiutare la via della vita, della verità e della salvezza, ci impone impegno e responsabilità.
