• 9 Febbraio 2026 4:07

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Natività di San Giovanni Battista

Letture: Gen 15,1-12.17-18   Sal 104   Mt 7,15-20

Riflessione biblica

“Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci!” (Mt 7,15-20). Di profeti ce ne sono stati tanti sia nel passato che nel presente. Anzi, Dio per bocca di Mosè disse: “Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!” (Num 11,29). spirito-santo-300x212 Attenzione ai falsi profeti!E il profeta Gioele: “Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni” (Gl 3,1). Il problema non è che vi siano molti profeti tra il popolo di Dio, ma che essi siano e si comportino da profeti. Per questo, Gesù ci ha dato un criterio da seguire: “Dai loro frutti li riconoscerete” (Mt 7,16). Niente apparenza, ma coerenza, cristianesimo vissuto, saggezza nella verità e nell’amore. Coerenza: non basta proclamare il Vangelo, bisogna viverlo. Dice Gesù: “Non chi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio” (Mt 7,21). Non affermare la fede con le parole, ma con il cuore: “Se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio l’ha risuscitato dai morti, sarai salvo” (Rom 10.9). Non basta mostrarsi saggi, ma operare in intima unione con Gesù: “Voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione” (1Cor 1,30). Vero profeta è colui che segue Gesù e osserva il suo comandamento: “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato” (Gv 15,12); è chi legge la parola di Dio, la mette in pratica, e, guidato dallo Spirito di Dio, produce “il frutto dello Spirito” e con la sua vita insegna ad amare Dio e il prossimo.

Lettura esistenziale

vite-300x158 Attenzione ai falsi profeti!“Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi” (Mt 7,17). Gesù ci porta alla scuola della sapienza degli alberi. La prima legge di un albero è la fecondità, il frutto. Ed è la stessa regola di fondo che ispira la morale evangelica: un’etica del frutto buono, della fecondità creativa, del gesto che fa bene davvero, della parola che consola davvero e guarisce, del sorriso autentico. Nel giudizio finale (Matteo 25), non tribunale ma rivelazione della verità ultima del vivere, il dramma non saranno le nostre mani forse sporche, ma le mani desolatamente vuote, senza frutti buoni offerti alla fame d’altri. Invece gli alberi, la natura intera, mostrano come non si viva in funzione di se stessi ma al servizio delle creature: infatti ad ogni autunno ci incanta lo spettacolo dei rami gonfi di frutti, un eccesso, uno scialo, uno spreco di semi, che sono per gli uccelli del cielo, per gli animali della terra, per gli insetti come per i figli dell’uomo. Le leggi profonde che reggono la realtà sono le stesse che reggono la vita spirituale. Il cuore del cosmo non dice sopravvivenza, la legge profonda della vita è dare. Cioè crescere e fiorire, creare e donare. Come alberi buoni. Ma abbiamo anche una radice di male in noi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello? Perché ti perdi a cercare fuscelli, a guardare l’ombra anziché la luce di quell’occhio? Non è così lo sguardo di Dio. L’occhio del Creatore vide che l’uomo era cosa molto buona! Dio vede l’uomo molto buono perché ha un cuore di luce. L’occhio cattivo emana oscurità, diffonde amore per l’ombra. L’occhio buono è come lucerna, diffonde luce. Non cerca travi o pagliuzze o occhi feriti, i nostri cattivi tesori, ma si posa su di un Eden di cui nessuno è privo (Ermes Ronchi).