• 9 Febbraio 2026 11:47

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Chi ci separerà dall’amore di Cristo?

Commento a cura di Suor Cristiana Scandura

Giovedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario 

Letture: Rm 14,7-12   Sal 26   Lc 15,1-10

“Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv 3,39s).

resurrezione-e1732312973943-300x189 Chi ci separerà dall'amore di Cristo?Ciò che conta non è non morire, ma vivere già una vita risorta. L’eternità è già entrata in noi, attraverso la fede (chiunque crede in Lui ha la vita eterna), entra con i gesti del quotidiano amore. Il Signore ci insegna a temere non tanto la morte fisica, quanto invece quella spirituale; a temere di più una vita vuota e inutile che non l’ultima frontiera che passeremo aggrappandoci forte al cuore misericordioso di Dio.

“Chi ci separerà dall’amore di Cristo?” (Rm 8,35).

«Se Dio è amore, mi vendicherà della mia morte. La sua vendetta è la risurrezione, un amore mai più separato. Dio salva, questo è il suo nome. Per sua precisa volontà nulla andrà perduto, non un affetto, non un bicchiere d’acqua fresca, neanche il più piccolo filo d’erba.

Una preghiera per i defunti, forse la più bella, invoca: “ammettili a godere la luce del tuo volto”.

resurrezione-300x234 Chi ci separerà dall'amore di Cristo?I verbi della fede cedono ad un verbo umile e forte, inerme ed umanissimo: godere. La ragione cede alla gioia, la fede al godimento. L’eternità fiorisce nei verbi della gioia. Perché Dio non è risposta al nostro bisogno di spiegazioni, ma al nostro bisogno di felicità, lo è per i miei sensi, lo spirito, gli affetti e il cuore, per la totalità della mia persona.

La nostra esperienza sostiene che tutto va dalla vita verso la morte. La fede cristiana dichiara invece che l’esistenza dell’uomo va da morte a vita. Dal santuario di Dio che è la terra e dove nessun uomo può restare a vivere, le porte della morte conducono verso l’esterno. Ma su che cosa si aprono i battenti di questa porta? Non lo sai? Sulla vita!» (Ermes Ronchi).