• 9 Febbraio 2026 5:48

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

«Mi affido al Signore e al Beato Pino Puglisi, loro mi guideranno». Il sorriso di don Sergio Ciresi, cinquantacinque anni, direttore della Caritas diocesana di Palermo è noto da sempre per il suo miscuglio di dolcezza e tenacia. Anche tutte le sue parole raccontano la forza incrollabile della mitezza, unita alla fede. Il compito che lo aspetta non è semplice, ma ha il rilievo di un’altra splendida missione: don Sergio, in un contesto di nomine decise dall’arcivescovo, monsignor Corrado Lorefice, è il nuovo parroco di San Gaetano a Brancaccio, la chiesa e il quartiere di don Pino Puglisi, martire assassinato dalla mafia.

don-maurizio-francoforte-300x190 Chi è don Sergio Ciresi, il nuovo parroco a Brancaccio
don Maurizio Francoforte

Il precedente parroco, l’amatissimo don Maurizio Francoforte, è spirato a sessantadue anni, dopo la lotta contro una malattia, nella scorsa notte di Natale. Il rimpianto è già accoglienza. «Siamo pieni di gioia per questa nomina – dice Valentina Casella, volontaria tra le più attive, direttrice del Centro Diocesano “Padre Pino Puglisi Martire ucciso dalla mafia” – e tutta la comunità è colma di speranza. La nomina di don Sergio è una scelta guidata dallo Spirito Santo. Lui è sempre stato un pastore attento agli ultimi, ai diseredati, agli umili e lo ha dimostrato da responsabile della Caritas». Un incarico che sarà mantenuto.

«Auguri vivissimi per la nuova missione pastorale – si legge nella pagina Facebook della Caritas – al nostro direttore don Sergio Ciresi, nominato parroco presso la comunità di S. Gaetano – Maria SS. del Divino Amore e S. Giuseppe Artigiano in Palermo a Brancaccio, che fu parrocchia del Beato Pino Puglisi. È un momento di grande gioia e un riconoscimento del suo prezioso servizio sinora svolto. Gli siamo vicini e gli auguriamo di portare nella nuova comunità la sua testimonianza piena del ministero sacerdotale».

Parrocchia-di-Brancaccio-300x200 Chi è don Sergio Ciresi, il nuovo parroco a Brancaccio
parrocchia S. Gaetano a Brancaccio

«Amo le sfide – dice da parte sua don Ciresi – e ho totale fiducia nella volontà divina». Anche perché la storia del sacerdote è caratterizzata da un intarsio di concatenazioni che non fanno pensare alla casualità. «Sono al nono anno di sacerdozio – racconta l’interessato – e ho vissuto le esperienze di un giovane come tanti, anche legato al look, alle apparenze e alle feste. Da ragazzo sentivo che ero chiamato a servire il Signore, ma era un segnale ancora confuso. Vengo da una famiglia cattolica, però, in quegli anni, non ho mai sperimentato una vera vita parrocchiale. Poi, la mia chiamata è ricomparsa e si è manifestata in modo indiscutibile. Sono appagato nella mia collocazione, come un padre, una madre, uno sposo. Non vorrei altro».

Il giovane Sergio era già a contatto con le fragilità, in un periodo insospettabile. «Ho lavorato – ricorda – presso l’ufficio di servizio sociale del Tribunale dei minorenni. Non ero a contatto con le ragazze e i ragazzi, non avevo una competenza professionale specifica. Si vede che quel mondo, però, era nel mio destino». Così don Sergio è arrivato fin qui e a settembre il direttore della Caritas si insedierà in un luogo che ha conosciuto un sorriso indimenticabile, consacrato dalla storia e dalla cronaca.

Oggi Brancaccio è ancora una storia in divenire, l’epicentro dell’abbandono e della speranza, l’incrocio di molte vicende. Il suo respiro quotidiano mostra piaghe da curare e domande che attendono una risposta. «Il vero dramma, sia nel quartiere che nell’intera città – spiega il nuovo parroco – è la povertà educativa dei più giovani. Dobbiamo camminare con loro, stargli accanto, ascoltarli e prenderci cura. Hanno bisogno di essere ascoltati e rassicurati, specialmente oggi».