• 19 Febbraio 2026 0:28

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Suor Cristiana Scandura

Giovedì dopo le Ceneri

Letture: Dt 30,15-20   Sal 1   Lc 9,22-25

“Il Figlio dell’uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno” (Lc 9,22).

croce-e1731650779557-300x211 Croce e ResurrezioneAlcuni mesi prima di subire la passione, Gesù prepara i suoi discepoli, annunciando quello che gli accadrà. La croce era uno strumento di tortura usato dai Romani e i discepoli di Cristo non avrebbero mai immaginato che il loro Maestro e Signore sarebbe stato torturato e ucciso in quel modo orrendo. La vita di Gesù ha il suo compimento, attraverso la Croce, nella Resurrezione.

Al discepolo viene chiesto di “rinnegare se stesso”, cioè di avere un atteggiamento non più rivolto ai propri interessi ma a quelli degli altri e di prendere ogni giorno la propria croce per ripercorrere il cammino che Gesù stesso ci indica. Gesù dice che per il cristiano la Croce deve diventare un segno quotidiano, non riservato a persone eccezionali e da vivere in circostanze straordinarie, ma che caratterizza la vita nella sequela di Cristo. Come accettare la durezza di questo messaggio e la difficoltà nella pratica quotidiana?

La croce non deve essere considerata un ostacolo per l’uomo, un qualcosa che contrasta la sua felicità. Ma guardando Cristo, meditando sul suo amore, sulle sue sofferenze, sulla sua donazione per amore di ciascuno di noi, riusciremo a farci carico della nostra croce e a scoprire che proprio quella croce è la nostra via per il cielo ed il nostro contributo all’opera della salvezza.