• 9 Febbraio 2026 10:20

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Mercoledì della XXX settimana del Tempo Ordinario

Letture: Ef 6,1-9; Sal 13; Lc 13,22-30

Riflessione biblica

“Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno” (Lc 13,22-30). È la risposta di Gesù a coloro che sono sempre in ansia per la propria salvezza: Signore, sono pochi quelli che si salvano?” (Lc 13,23). gesu-13-300x169 Dalla porta stretta la salvezzaForse, al tempo del Signore, tale domanda poteva avere un senso, dato che i rabbini non erano unanimi nella risposta. alcuni sostenevano che “tutto Israele avrebbe partecipato al mondo futuro”, mentre altri sostenevano che solo pochi vi avrebbero avuto parte. Ma il messaggio di Gesù e degli apostoli è unanime: “Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità” (1Tm 2,4). Anzi, lui ha stabilito il suo piano di salvezza, basato non sulle opere degli uomini, ma sulla sua misericordia: “Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!” (Rom 11,32). Così, la nostra salvezza “non dipende dalla volontà né dagli sforzi dell’uomo, ma da Dio che ha misericordia” (Rom 9,16). L’unico impegno che egli chiede per avere la salvezza è credere in Gesù: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16). La fede non è un’opera da compiere, ma un affidarsi totalmente a Dio, sperare nella sua misericordia infinita, amare lui con tutto il cuore e con tutta l’anima e con tutte le forze (Lc 10,27) e amarci a vicenda come Gesù ci ha amato (Gv 13,34). In una parola, è seguire Gesù, e Gesù crocifisso. Allora, si compirà la promessa di Gesù: “Io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me” (Gv 12,32). Egli ci attira a sé e prega per noi presso il Padre: “Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo” 

Lettura esistenziale

porta-300x169 Dalla porta stretta la salvezza“Sforzatevi di entrare per la porta stretta” (Lc 13, 24). Che significa questa “porta stretta” di cui Gesù parla nel Vangelo di oggi? Perché molti non riescono ad entrarvi? Si tratta forse di un passaggio riservato solo ad alcuni eletti? In effetti, questo modo di ragionare degli interlocutori di Gesù, a ben vedere è sempre attuale: è sempre in agguato la tentazione di interpretare la pratica religiosa come fonte di privilegi o di sicurezze. In realtà, il messaggio di Cristo va proprio in senso opposto: tutti possono entrare nella vita, ma per tutti la porta è “stretta”. Non ci sono privilegiati. Il passaggio alla vita eterna è aperto a tutti, ma è “stretto” perché è esigente, richiede impegno, abnegazione, mortificazione del proprio egoismo. Ancora una volta, il Vangelo ci invita a considerare il futuro che ci attende e al quale ci dobbiamo preparare durante il nostro pellegrinaggio sulla terra. La salvezza, che Gesù ha operato con la sua morte e risurrezione, è universale. Egli è l’unico Redentore e invita tutti al banchetto della vita immortale. Ma ad un’unica e uguale condizione: quella di sforzarsi di seguirlo ed imitarlo, prendendo su di sé, come Lui ha fatto, la propria croce e dedicando la vita al servizio dei fratelli. Unica e universale, dunque, è questa condizione per entrare nella vita celeste. Nell’ultimo giorno, ricorda ancora Gesù nel Vangelo, non è in base a presunti privilegi che saremo giudicati, ma secondo le nostre opere. Non basterà pertanto dichiararsi “amici” di Cristo vantando falsi meriti: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze” (Lc 13, 26). La vera amicizia con Gesù si esprime nel modo di vivere: si esprime con la bontà del cuore, con l’umiltà, la mitezza e la misericordia, l’amore per la giustizia e la verità, l’impegno sincero ed onesto per la pace e la riconciliazione. Questa, potremmo dire, è la “carta d’identità” che ci qualifica come suoi autentici “amici”; questo è il “passaporto” che ci permetterà di entrare nella vita eterna.