• 9 Febbraio 2026 5:46

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento al Vangelo di Fra Giuseppe Maggiore

XXX domenica del Tempo Ordinario 

Letture: Sir 35,15-17.20-22; Sal 33; 2Tm 4,6-8.16-18; Lc 18,9-14

“Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri”

Il-pubblicano-e-il-fariseo-1-300x188 Dio c'è e non sei tuCarissimi, questa parabola è per ognuno di noi, si proprio così, è per me che scrivo e per te che leggi. È per ognuno di noi che abbiamo l’intima presunzione di essere giusti o essere nel giusto. Magari non lo diamo a vedere ma nel nostro cuore sgorga la preghiera del fariseo: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano”.

Quante volte abbiamo detto o ascoltato, non sono razzista, però… Non sono xenofobo, però… io amo Dio però… questi discorsi non fanno altro che alzare muri proprio come fa il fariseo che sta davanti a Dio elencando quanto è bravo e buono. È un credente perfetto: digiuna più del dovuto, paga la decima più di quanto gli compete, prega tantissimo. Ha il privilegio di stare accanto all’altare, eppure fa uno scivolone che rovina tutta l’osservanza della legge: disprezza l’altro.

misericordia-300x168 Dio c'è e non sei tuEppure il Libro del Siracide dice che: “Il Signore è giudice e per lui non c’è preferenza di persone. Non è parziale a danno del povero e ascolta la preghiera dell’oppresso. Non trascura la supplica dell’orfano, né la vedova, quando si sfoga nel lamento. Chi la soccorre è accolto con benevolenza, la sua preghiera arriva fino alle nubi. La preghiera del povero attraversa le nubi né si quieta finché non sia arrivata”. Dio ascolta il grido dei poveri e degli umili. Il fariseo davanti a Dio si mette in mostra.

Il Fariseo prega fra se perché non è in relazione con Dio. Non sa relazionarsi ne con Dio e ne tanto meno con il prossimo. Se non ti sai relazionare con Dio non lo sai fare neppure con il prossimo. Dio ci vuole veri e non finti. Il fariseo utilizza Dio come specchio per se. Quasi, quasi gli sta dicendo sono bravo quanto te che non punisci coloro che ti offendono e che fanno cose terribili. Pretende di insegnare a Dio come fare Dio. Ciò che fa è fare paragoni con gli altri e non capisce che anche lui davanti a Dio è un pezzo unico, non tanto per quello che fa, ma per quello che è: figlio ed essere umano.

Gesu-10-300x200 Dio c'è e non sei tuIn fondo al tempio c’è un pubblicano, non alza lo sguardo, non si paragona a nessuno, ma si riconosce consapevolmente di avere una vita complicata. Riconosce di essere mancante di qualcosa e che ha bisogno di amore e misericordia. È onesto e vero. Si rende conto dei suoi limiti, riconosce le sue fragilità e chiede aiuto: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Si fa piccolo.

Quanti fratelli e sorelle vorrebbero entrare in chiesa e non riescono per paura di essere giudicati dai farisei di oggi che siamo noi che per il solo fatto di frequentare riti e processioni ci sentiamo più puri di Santa Maria Goretti. Quanti vorrebbero essere accolti ma sbattono con chi puntando il dito, cita norme e regole alla faccia dell’accoglienza misericordiosa di un Dio che è amore.

Il pubblicano fa esperienza di misericordia e di perdono perché fa spazio a Dio, il fariseo pieno di se esce dal tempio come è entrato, incapace di sentirsi servo inutile, ma pieno di se, solo con se stesso come il ricco epulone.

san-francesco-300x191 Dio c'è e non sei tuMagari abbiamo sempre frequentato i sacramenti, siamo catechisti, ministri straordinari dell’Eucarestia, preti, frati, santi cristiani, ma se non ritorniamo all’essenzialità, se non instauriamo una relazione intima con il Signore, non ascolteremo mai il suo bussare alla nostra porta. La vita è una sorta di spogliazione e il pubblicano ci indica la via. Francesco di Assisi dice ai suoi frati di vivere senza nulla di proprio, cioè di non appropriarsi di nulla, solo così si sperimenta l’amore di Dio.

Luca dopo la vedova ci da un altro modello da seguire per come relazionarci nella preghiera.

“Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato”.

Anni fa lessi in una maglietta “Ricordati che Dio c’è e non sei tu, rilassati!”. Bisognerebbe ogni tanto ricordarselo.

Buona domenica!