• 9 Febbraio 2026 4:02

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Suor Cristiana Scandura

Sant’Agnese

Letture: 1Sam 17,32-33.37.40-51; Sal 143; Mc 3,1-6

«È lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?» (Mc 3,4).

Gesu-9-e1768948421978-300x165 Fare il bene sempreNel Vangelo odierno è raccontato il noto episodio della guarigione di un uomo dalla mano inaridita. Guarigione operata da Gesù in giorno di sabato, nella sinagoga. Sembra quasi che quest’uomo sia stato portato lì apposta, per vedere come il Signore si sarebbe comportato e, se lo avesse guarito in giorno di sabato, per avere di che accusarlo. La domanda di Gesù, ormai sotto processo per aver attentato alle prescrizioni sul Sabato, colloca il bene per la vita al centro della questione. Di più, mettendo “in mezzo” l’uomo con la mano inaridita, rovescia il processo e, da imputato si fa giudice.

“In mezzo”, come imputato, è ora il “cuore indurito” dei farisei e degli erodiani, inaridito come la mano di quell’uomo. Se per loro, in giorno di sabato, era lecito “tenere consiglio” per “togliere una vita”, come poteva non essere lecito guarire e salvare una vita? Con questo paradosso Gesù svela l’ipocrisia di chi, nel nome di una Legge spogliata dello Spirito, stava decidendo nel cuore di uccidere chi stava facendo del bene.

Dio ha fatto il Sabato per l’uomo, ma esso può essere sporcato dall’ipocrisia, e trasformarsi in luogo di male e di morte. Ponendo quella domanda, Gesù penetra sino al fondo del cuore, e non ci si può più nascondere, si può solo tacere. Giustificando con la necessità e l’urgenza dell’amore, la liceità di fare il bene e salvare una vita, non solo anche di Sabato, ma proprio e in maniera definitiva di Sabato: Gesù guarisce l’uomo dalla mano inaridita.