• 9 Febbraio 2026 2:12

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

di Fra Arturo Milici –  Cattedrale di Monreale, 3 gennaio 2026, festa liturgica del SS. Nome di Gesù, titolare della Provincia dei Frati Minori di Sicilia.

frati-diaconi-300x200 Frati Minori di Sicilia in festa per due nuovi diaconiTra i mosaici bizantini che inondano di luce sacra la storia dell’umanità, sotto lo sguardo ieratico e benedicente del Pantocratore, inizia umilmente la liturgia, a presiederla Mons. Gualtiero Isacchi, Arcivescovo di Monreale. Intorno a lui, la Fraternità provinciale dei Frati Minori di Sicilia – in festa per le ordinazioni diaconali di fra’ Angelo Raspante (della Fraternità di Messina) e fra’ Biagio La Spada (della Fraternità interprovinciale della Verna) -, le famiglie e i tanti amici degli ordinandi, giunti per l’occasione da varie parti dell’ isola e non solo.

mons.-isacchi-e1767544824913-300x263 Frati Minori di Sicilia in festa per due nuovi diaconiNell’omelia, il vescovo Gualtiero parte dalla ricorrenza liturgica del giorno, il SS. Nome di Gesù. Segno identitario per la Provincia minoritica siciliana, eredità preziosa della devozione quattrocentesca di S. Bernardino, ma anche – almeno in nuce – già di quella duecentesca di S. Francesco, che secondo gli antichi biografi aveva sempre il nome di Gesù sulle labbra e nel cuore. In che modo allora – si e ci chiede il Vescovo – pronunciare ancora oggi questo SS. Nome? Innanzi tutto i due ordinandi diaconi, certo, ma poi anche tutti noi, frati e battezzati tutti…

Sono tre le parole che rispondono a quella domanda, e che ci vengono consegnate dal Pastore, alla luce della Parola proclamata e del rito di ordinazione: gratuità, chiamata, sogno.

frati-diaconi1-300x200 Frati Minori di Sicilia in festa per due nuovi diaconi Il Nome di Gesù va pronunciato prima di tutto con una vita che sia testimonianza di gratuità; poi con la consapevolezza e la responsabilità di una chiamata, di una vocazione e missione nella Chiesa; infine con l’apertura sempre nuova al sogno di Dio su di noi, che ci consegna e ci affida gli uni agli altri, come ha consegnato e affidato a Giuseppe Maria e il Bambino. Questo cammino ci potrà portare – i due nuovi diaconi innanzi tutto, ma poi anche ciascuno di noi con la sua personale vocazione e missione – a diventare per grazia di Dio immagine di Gesù servo per quanti vivono accanto a noi.

Fra’ Angelo e fra’ Biagio ascoltano, emozionati e trepidanti. Dopo l’omelia si dispiega il rito dell’ordinazione, con la preghiera di consacrazione e l’imposizione delle mani da parte del Vescovo. Invisibilmente, nella fede della Chiesa lo Spirito opera e trasforma. E i due nostri fratelli sono ordinati diaconi, a servizio di Dio e del suo popolo.