• 31 Marzo 2026 18:47

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Giornata Mondiale dell’Autismo, Salvo racconta il figlio Giorgio

di Salvo Pisciotta – ​Il 2 aprile non è solo una data sul calendario o un nastro blu appuntato sulla giacca. Per chi vive l’autismo ogni giorno, è un momento di sosta per guardare indietro al cammino percorso e fissare l’orizzonte.

Quest’anno, la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo assume per me un significato più profondo: è il primo anno in cui mio figlio Giorgio è ufficialmente un uomo. ​Io ho 65 anni, lui ne ha 18. Quarantasette anni di differenza che, in questa fase della vita, non sono solo un dato anagrafico, ma il confine tra due mondi che si toccano con amore, ma che restano profondamente diversi. ​Due Mondi, un solo cammino ​Spesso, come genitori, ci sforziamo allo sfinimento di “entrare” nel loro mondo, di decifrare ogni silenzio o ogni gesto. Ma la verità, che mi è stata ricordata con affetto e fermezza da una cara amica, è che per quanto io possa avvicinarmi, non sarò mai come lui. Siamo fatti di sostanze diverse. Accettare questa distanza non è una sconfitta, ma il punto di partenza per un rispetto più autentico.

​Il mio compito oggi non è più “spiegare” Giorgio al mondo, ma dare a Giorgio gli strumenti per abitare il mondo alle sue condizioni. ​Il Genio Digitale e il Dono delle Lingue ​Mentre io porto con me la saggezza (e la stanchezza) dei miei 65 anni, Giorgio vola verso il futuro con una marcia che mi lascia sbalordito. Da autodidatta, ha sviluppato un inglese eccelso; lo sento parlare con una fluidità e una proprietà di linguaggio che superano ogni barriera comunicativa che l’italiano a volte gli impone. ​E poi c’è il suo regno: il computer. Giorgio non subisce la tecnologia, la crea. Studia per diventare programmatore, trovando nel codice quell’ordine e quella logica che il mondo fisico spesso non gli garantisce. Ogni riga di codice che scrive è un atto di libertà, un ponte verso la sua futura indipendenza. ​

Il passaggio ai 18 anni è stato un richiamo anche per me. Sempre la mia amica mi ha detto una volta: “Non trattarlo come un bambino, perché non lo è più”. È stata una lezione dura ma necessaria. A 65 anni, l’istinto di protezione è forte, ma Giorgio merita di essere trattato con la dignità dei suoi anni, con le dovute cautele, ma senza sconti alla sua maturità. ​

La fierezza del presente: Vedere mio figlio trasformare la sua neurodiversità in una competenza tecnica d’eccellenza mi riempie di orgoglio. ​La forza della rete: Nonostante le preoccupazioni per il futuro, oggi scelgo di essere fiero del padre che sono e del ragazzo che lui è diventato. ​

Un Messaggio di Speranza ​In questa giornata di consapevolezza, il mio messaggio ai padri che vivono una grande differenza d’età con i propri figli è questo: non rattristatevi. I nostri anni sono il terreno solido, la roccia su cui loro possono poggiare i piedi per guardare lontano. ​Il mio amore per Giorgio è indiscutibile, ma oggi è la mia stima per lui a guidarmi. Lui parla inglese, progetta software e vede il mondo con una purezza che io posso solo ammirare da lontano. Siamo due mondi diversi, sì, ma che viaggiano nella stessa direzione.