Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura
Giovedì della XIV settimana del Tempo Ordinario
Letture: Gen 44,18-21.23-29; 45,1-5; Sal 104; Mt 10,7-15
Riflessione biblica
“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,7-15).
Due verbi: ricevere, dare; un solo avverbio: gratuitamente. Abbiamo ricevuto il Vangelo, il Vangelo dobbiamo dare: la buona notizia che Dio ci ama, che Gesù “ci ha amato e ha dato se stesso per noi” (Gal 2,20), che ci ha donato “lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi” (Gv 14,17). Gratuitamente: il Vangelo è dono di grazia, misericordia infinita di Dio che perdona le nostre colpe e in Gesù e nella forza dello Spirito ci fa essere figli di Dio. Dalla grazia, sorgente di verità e di amore, deve sgorgare lo “stile degli apostoli”: povero, essenziale, fiducioso. Povero: siamo poveri per amore di Dio e dei fratelli. Non sono i mezzi che cambiano il cuore degli uomini, ma l’atteggiamento di semplicità, di dedizione ai poveri e bisognosi di aiuto, di misericordia che si fa presente al fratello in punta di piedi e lo ama con tutte le forze. È testimone dal cuore libero e fiducioso: “Ho imparato ad essere povero e ho imparato ad essere ricco; sono iniziato a tutto: alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza” (Fil 4,13). Essenziale: radicale nel parlare, annunciando il Regno di Dio senza compromessi; semplice nell’agire, seguendo Gesù in maniera libera e decisa a portare la croce con lui; chiaro nell’orientamento di vita, facendo tutto con purezza di cuore e vivendo in pace: “Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti” (Rom 12, 17-18). Fiducioso: “Non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete” (Mt 6,25). Il Dio che nutre gli uccelli del cielo e veste i gigli del campo provvederà per i suoi testimoni; ma anche i fedeli, che ricevono il loro saluto benedicente e carico di grazia, provvederanno loro il necessario per vivere e svolgere il loro ministero: “Il Signore ha disposto che quelli che annunciano il Vangelo vivano del Vangelo” (1Cor 9,14; Lc 10,8).
Lettura esistenziale
“E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,7s). In cammino verso Dio e verso gli altri, nel servizio e nella povertà. Così si potrebbe sintetizzare il Vangelo odierno nel quale Gesù invia i suoi discepoli ad annunciare il Vangelo, la buona notizia. Possiamo estrapolare tre parole chiave per capire bene quello che Gesù chiede ai suoi discepoli e a tutti noi che lo seguiamo: cammino, servizio e gratuità. Cammino: come invio ad annunciare il Vangelo della salvezza. Servizio: la vita del cristiano non è per se stessi ma per gli altri, come è stata la vita di Gesù. E in terzo luogo: gratuità. Nessuno di noi ha comprato la salvezza, nessuno di noi l’ha meritata: l’abbiamo per pura grazia di Dio. Innanzitutto Gesù invia ad annunciare la buona notizia del Vangelo. Perciò una delle dimensioni del cristiano è quella della missionarietà: portare agli altri quello che si è ricevuto nel Battesimo. C’è poi anche un altro percorso del discepolo di Gesù, ovvero il percorso interiore, quello del discepolo che cerca il Signore tutti i giorni, nella preghiera, nella meditazione. E non è secondario, perché se il discepolo non cerca sempre Dio, il Vangelo che porta agli altri sarà un Vangelo debole, annacquato, senza forza (Papa Francesco).
