• 13 Febbraio 2026 2:31

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Guarigione: apertura a Dio e ai fratelli

Commento di Suor Cristiana Scandura

Giovedì della V settimana del Tempo Ordinario

Letture:  1Re 11,29-32; 12,19   Sal 80   Mc 7,31-37

“Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti»” (Mc 7,33s).

Gesu-3-300x195 Guarigione: apertura a Dio e ai fratelliAl centro del brano evangelico odierno che narra la guarigione del sordomuto, Gesù pronuncia una piccola parola che riassume tutto il messaggio e tutta l’opera di Cristo: “Effatà”, che significa: “Apriti”. In quell’istante, riferisce l’evangelista, all’uomo fu restituito l’udito, gli si sciolse la lingua e parlava correttamente. La guarigione fu per lui un’«apertura» a Dio e agli altri.

Tutti sappiamo che la chiusura dell’uomo, il suo isolamento, non dipende solo dagli organi di senso. C’è una chiusura interiore, che riguarda il nucleo profondo della persona, quello che la Bibbia chiama il «cuore». È questo che Gesù è venuto ad «aprire», a liberare, per renderci capaci di vivere pienamente la relazione con Dio e con gli altri.

“Effatà” è una parola che ha un significato molto importante anche per noi oggi. Ci invita ad aprire i nostri cuori alla grazia. Aprirsi alla grazia significa accogliere e mettere in pratica la Parola del Vangelo che ci dice: porgi l’altra guancia e non reagire; perdona e non accusare; sopporta e non ti ribellare; cerca di comprendere e non giudicare; parla bene e non mormorare; accetta i tuoi limiti e quelli degli altri; sii misericordioso e non cercare di farti giustizia da te. Accogliere la grazia, mettendo in pratica la Parola di Dio e diventando vulnerabili, è l’unico modo per diventare discepoli di Cristo, è l’unico modo per entrare nella verità del vangelo.