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I quarant’anni di attività musicale di Gino Gentile

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Giu 15, 2024 #Gino Gentile
di Nicola Bellitto – A quarant’anni dal primo dei numerosi concerti tenuti da Gino Gentile a San Fratello, è giusto e doveroso ricordare le piacevoli serate agostane allietate dalle sue canzoni. Era il 15 agosto del 1984 quando in Piazza Monumento si esibì per la prima volta con la straordinaria partecipazione della sua band “I Messia”, giunta con lui appositamente da New York. Fu uno spettacolo memorabile con un folto pubblico che, per diverse ore, esultante gioiva ed applaudiva all’elevata professionalità canora di Gino e all’ottima performance di ciascun componente il complesso. In effetti egli volle così celebrare il ritorno al paese che, pur emigrato assieme ai genitori, portò sempre nel cuore.
Giunto in America nel 1971, ebbe modo di migliorare le sue doti canore e di approfondire le conoscenze e tecniche musicali. Dopo varie esperienze nel 1978 formò il complesso “I Messia” e, ben presto, le numerose ed applaudite esibizioni gli assicurarono notevole notorietà. Tra l’altro ebbe modo di partecipare ad importanti manifestazioni con star internazionali: già nel 1975 al Madison Square Garden con Massimo Ranieri e Rosanna Fratello e poi si esibì in parecchi teatri di New York, New Jersey, Connecticut anche con famosi cantanti italiani come I Camaleonti, Marcella Bella, I Collage. In tal modo contribuì a diffondere, accanto a successi americani, le più significative canzoni italiane ed alcune sue composizioni.
Egli attraverso il suo ricco e vario repertorio con accentuata malinconia  esalta storia e tradizioni di San Fratello, tanto che, quando lo ascoltiamo cantare, il suo struggente stato d’animo ci travolge e ci commuove vibrando all’unisono con il nostro sentire. I parecchi concerti, alcuni anche con la partecipazione della applaudita figlia Gina, da lui organizzati tutti a sue spese in piazza Monumento per omaggiare San Fratello e la cittadinanza, sono una tangibile riprova dell’amore di Gino per il paese natio.
Dall’altra parte la sentita e commossa partecipazione della cittadinanza a questi eventi sono il giusto riconoscimento tributato non solo ai suoi meriti canori e alla empatia verso i paesani ma anche alla costante voglia di nobilitare il nome di San Fratello e la sua cultura.
Chi è veramente legato al proprio paese riesce a cogliere quanto trasmesso magistralmente col suo canto e parimenti ha l’impressione di rivedere e rivivere momenti ed aspetti della nostra realtà. Infatti Gino esalta la tradizione dei giudei in “La festa” e le bellezze naturali in “San Fratello” , “San Frareu” e “O vecchio mio”. Ricorda con tristezza il suo distacco dal paese in “Duntean”  (“Lontano”), dice “Gräzzi” alla gente che è rimasta al paese, chiede “Pirdaun” (“Perdono”) per aver lasciato il paese, sprona i “Carausg” (“Giovani”) ad aprire le numerose “Parti nciausi” (“Porte chiuse”). Contro la terribile calamità della frana del 14 febbraio 2010 è forte la sua sofferenza tanto che egli con la sua canzone grida “Resisti”, paese mio, e parimenti invita a continuare a sperare e a gioire in “Meravigliosa serata” e in “Una sera d’agosto”. Tutto ciò con fede sentita affida nell’inno “A San Benedetto” nelle mani del Santo Patrono perché protegga il paese, mentre nell’umile preghiera “A la Sara” (“Alla sera”) chiede per il mondo intero quella pace e serenità già esaltata in “La pesg dû pararies” (“La pace del paradiso”) e in “Tenc ieagn fea” (“Tanti anni fa”).
Proprio con questi sentimenti Gino, lontano da ogni retorica, rende omaggio al proprio paese con ben otto CD, tutti incisi con la collaborazione musicale di professionisti di fama internazionale e con l’esclusivo e lodevole intento di esaltare il nome di San Fratello.
A questo punto bisogna pur dire che si farebbe un grave torto non ribadire che egli è stato il primo a comporre testi in galloitalico, recependo, tra l’altro, il positivo messaggio sull’uso del nostro dialetto direttamente dal prof. B. Di Pietro, che egli conobbe a N. Y. in occasione della festa di San Benedetto nel settembre del 1996. E proprio per tale circostanza in una serata, dedicata alla numerosa comunità sanfratellana, Gino compose la canzone “San Fratello”. Con i testi in galloitalico egli ha ampiamente dimostrato come il sanfratellano si presti bene ad essere cantato, contrariamente a quanto si pensava in passato ritenendolo non adatto a causa dei numerosi suoni duri e tronchi.
Per tutto ciò oggi, considerata la risonanza e il successo delle sue  numerose canzoni in italiano e in sanfratellano, egli giustamente può essere considerato ambasciatore della realtà di San Fratello e dell’unicità musicale della lingua di San Frareu.