• 9 Febbraio 2026 7:59

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Giovedì della VI settimana del Tempo Ordinario

Letture: Gc 2,1-9; Sal 33; Mc 8,27-33

Riflessione biblica

“Gesù domandava loro: Ma voi, chi dite che io sia? Pietro gli rispose: Tu sei il Cristo” (Mc 8,27-33). Domanda perentoria e decisiva, che attende una risposta pronta, totale, radicale. Non si può tergiversare sull’identità di Gesù: da essa dipende la nostra sequela di credenti in lui. Non si possono seguire opinioni su Gesù. Gesù vuole una risposta personale di fede: “ma voi, chi dite che io sia?”.gesu-13-300x216 Identikit Persino la risposta di fede di Pietro è generica e ambigua: suscitava false attese messianico-nazionaliste, dei malintesi che non portano affatto alla conoscenza di Gesù. Tanto che Gesù “ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno” (Mc 8,30) e a Pietro che attendeva ancora un Messia glorioso e trionfante secondo le attese del suo popolo, Gesù reagisce duramente: “Vai via, Satana! Tu non ragioni secondo Dio, ma secondo gli uomini” (Mc 8,33). Non basta aderire a Gesù e ascoltare la sua parola di verità, bisogna “camminare” con Gesù, dietro a Gesù e con lui portare la nostra croce quotidiana: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà” (Mc 8,34-35). La croce rimane il segno dell’esistenza cristiana e il compito del credente e quello di entrare nella “via” di Gesù: “Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo” (Gal 6,14). Allora, ha senso anche il “rinnegare se stessi”, per immedesimarsi con tutte le proprie possibilità personali di intelletto, volontà e sentimenti, al progetto di Dio in Gesù Cristo, in modo che la “sua via” divenga la “mia via”, la sua vita la mia vita: “Mi sono lasciato crocifiggere con Cristo, non vivo più io, ma Cristo vive in me” (Gal 2,19-20). Tutto ciò è possibile, solo se il cristiano è un innamorato, che “non si vergogna di Gesù e delle sue parole” (Mc 8,38), ma sa “perdere la propria vita a motivo di Gesù e del suo vangelo” (Mc 8,35).

Lettura esistenziale

gesu-14-300x210 Identikit“Ma voi, chi dite che io sia?” (Mc 8, 29). Vi avviso fin da subito che oggi è giornata di interrogazioni. Se sfogliamo il Vangelo di S. Giovanni o gli altri Vangeli sinottici, troveremo varie espressioni con le quali viene definito Dio. Dio è Amore. È Padre. È Misericordia. È il Buon Pastore. È il Salvatore. È la Via, la Verità e la Vita. È la Porta, per la quale si entra nella Vita. È il Maestro. È lo Sposo. È l’Acqua viva, ecc…

Dio è tutto questo e ancora di più. Oltre a ciò che abbiamo detto sopra e che ci è rivelato nei Vangeli, Dio è anche poesia, musica, canto, arte. O meglio, in queste cose troviamo la Sua impronta perché è Lui che le ispira e le contiene. In esse Lo incontriamo come Lo incontriamo nella natura e nel nostro prossimo.

Per dirlo con le parole di S. Francesco d’Assisi: Dio è tutto!”.

Ma oggi il Signore ti chiede personalmente: “Chi sono io per te?”. Questa domanda esige la tua personalissima risposta, la risposta tua, non quella letta sui libri (il nostro Maestro se ne accorge se sbirci sul quaderno altrui per copiare, non rischiare dunque di fare una magra figura…).

La risposta tua, ribadisco, frutto dell’esperienza che tu hai fatto di Lui nella tua vita. Chi è Dio per te?