Fra Carlo Balić dell’Ordine dei Frate Minori rappresenta per il secolo scorso un caposaldo della scienza mariologica. Caratteristica particolare dei suoi congressi, il loro aspetto strettamente scientifico-teologico. Questi congressi divennero le sedi ufficiali e internazionali per dibattere problemi e concordare soluzioni per le questioni mariologiche. Grazie a questa nuova impronta, padre Balić contribuì notevolmente allo sviluppo degli studi e delle ricerche storiche in merito alla mariologia.
Le città che – nel corso degli anni – hanno ospitato i vari congressi offrono la possibilità di comprendere la portata internazionale della Pontificia Academia Mariana Internationalis: Lourdes (1958); Santo Domingo (1965); Lisbona (1967); Zagabria (1971); Saragozza (1979); Malta (1983); Kevelaer (1987); Huelva (1992); Czestochowa (1996); Roma (2000, 2004, 2012) e Fatima (2016).
Ma chi era padre Carlo Balić? Il frate francescano nasce in un’umile famiglia di contadini, il 6 dicembre 1899, nel villaggio di Katuni, paese della Croazia. Al fonte battesimale, gli verrà dato il nome di “Lovre”, Lorenzo. Viene – fin da piccolo – educato alla fede, tanto da essere ammesso alla prima Comunione e alla Cresima a soli sette anni: segni e semi di una chiara vocazione al servizio di Dio. Tredicenne, entrò nel Seminario minore dei Frati Minori a Sinj.
In questo luogo, rimase per cinque anni, formandosi alla sequela di San Francesco. Scoppia, poi, la prima guerra mondiale. Invece di prestare servizio militare, viene mandato dai suoi superiori a Visovac: inizia – così – per lui il noviziato. E’ alla festa della Candelora, della Presentazione di Gesù al Tempio – il 2 febbraio 1917 – quando Carlo entra nell’ordine dei Frati Minori. Inizia l’incontro – sempre più approfondito – con la spiritualità francescana e mariana.
E’ una mente brillante, arguta, Carlo, dalla personalità forte e ricca di carismi. I suoi studi universitari all’Università Cattolica di Lovanio sono incentrati – soprattutto – su uno dei più importanti teologici della Vergine Maria, Duns Scoto. La sua preparazione filosofica e teologica lo porterà ad essere nominato professore all’istituto filosofico-teologico di Makarska dove insegnò – per sei anni – teologia morale e pastorale. Fonda, proprio in quegli anni, una collana di studi Mariani, la Bibliotecha mariana medii aevi. Arriverà a Roma nel 1933, presso il Collegio internazionale Sant’Antonio, l’Antonianum.
Saranno gli anni della sua permanenza romana ad essere i più significativi non solo per la biografia personale di Balić, ma per l’intera attività accademica dell’ “Antonianum”. La sua multiforme attività nell’istituzione romana, lo vedrà – infatti – impegnato non solo come professore, ma anche come studioso, editore, consigliere di facoltà, e – soprattutto – organizzatore: ricoprirà i ruoli di Rettore Magnifico del Pontificio Ateneo Antonianum; Presidente della Commissione per l’edizione critica delle opere del Beato Francescano Duns Scoto; fondatore e Presidente della Pontificia Academia Mariana che – con il suo prezioso contributo – diverrà l’istituzione internazionale ufficiale per gli studi teologici sulla Vergine Maria.
