• 13 Febbraio 2026 14:46

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Il Papa ai Carabinieri: “vivere gerarchia e obbedienza alla luce del Vangelo”

Rivolgendosi alle forze dell’ordine della Compagnia Roma-San Pietro, Leone XIV afferma che il messaggio di Gesù ha permeato nei secoli strutture e modi di agire attraverso una “rivoluzione” non violenta: “Non è forse questo che può e deve accadere in ogni epoca, anche nel mondo e nella Roma di oggi?”

Gerarchia, comando, obbedienza. Parole che fanno da trait d’union tra l’etica militare e quella ecclesiastica, quest’ultima costantemente trasformata, nel corso dei secoli, dalla “novità” evangelica, capace di attraversare strutture e schemi di pensiero senza abbatterle. Una “rivoluzione” pacifica che ancora oggi appare come una delle vie più alte e necessarie per il mondo contemporaneo. È su questa trama di analogie che Papa Leone XIV costruisce il suo indirizzo di saluto ai carabinieri della Compagnia Roma-San Pietro, ricevuti questa mattina, 13 febbraio, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico vaticano.

LEGGI QUI IL SALUTO INTEGRALE DI PAPA LEONE XIV

L’esperienza impegnativa ma arricchente del Giubileo

Il Pontefice si compiace per il riscontro ricevuto dai membri dell’Arma in occasione del Giubileo da poco conclusosi: un’esperienza “particolarmente impegnativa”, ma anche “arricchente”, sia dal punto di vista umano sia professionale.

Ringrazio il Signore per questo. In effetti, è stato così per tutti noi che viviamo a Roma: la testimonianza di tanti pellegrini ci ha edificato.

A Roma, l’annuncio della “Buona Notizia”

Dai tempi recenti agli albori del cristianesimo, il Papa ricorda come a Roma, nei suoi diversi ambienti, compreso quello dell’esercito, abbia iniziato presto a circolare la “Buona Notizia” di Gesù: un modo nuovo di vivere e di pensare, ispirato da un Dio fattosi amore, misericordia e perdono.

Una fraternità tra tutti gli uomini e le donne che supera ogni differenza sociale ed etnica.

La “rivoluzione” non violenta del Vangelo

Le strutture organizzative, così come l’esercizio dell’autorità e della disciplina, accomunano il modus operandi dell’Arma e, se riletti alla luce del Vangelo, anche quello della Chiesa. Infatti nei secoli, prosegue Leone XIV, il messaggio di Gesù è penetrato nelle strutture, nei criteri, nei modi di agire e di pensare di numerose civiltà.

Lo ha fatto non con una rivoluzione violenta, ma con una trasformazione pacifica, dall’interno, attraverso le coscienze, la conversione dei cuori.

In questo modo, il Vangelo diffonde “il senso di Dio e dell’uomo”, riaffermando il rispetto “assoluto” dell’esistenza e della persona umana, “insieme all’adorazione di Dio e di Lui solo”.

Riscoprire “l’essenzialità” del messaggio cristiano

Il Pontefice si domanda quindi se non sia proprio questo ciò “che può e deve accadere in ogni epoca, anche nel mondo e nella Roma di oggi”. Una risposta affermativa che trova il suo fondamento nel livello “più alto” del Magistero ecclesiastico: il Concilio Vaticano II.

Siamo chiamati a riscoprire l’essenzialità del messaggio cristiano e lo stile della Chiesa nascente, per incarnarli nel nostro mondo così diverso, molto più complesso. Ma Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre.

Operare con “coscienza retta”

Il Papa conclude ringraziando l’Arma dei Carabinieri per il servizio svolto, in particolare nell’area del Vaticano e della città di Roma. Augura a ciascuno di compiere i propri doveri con “coscienza retta”, fedeli ai principi dell’Arma e, in quanto cristiani, aderenti al Vangelo, “che riempie ogni intenzione e ogni azione con la carità di Cristo”.