• 9 Febbraio 2026 11:45

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento a cura di Suor Cristiana Scandura

Martedì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario

Letture: 2Mac 6,18-31   Sal 3   Lc 19,1-10

“Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia” (Lc 19,6).

Zaccheo è profondamente emozionato, sembra di vederlo scendere in tutta fretta e correre verso casa per poter fare una degna accoglienza a Gesù. Gli altri osservano da lontano, non c’è alcuna benevolenza nel loro sguardo ma solo diffidenza e giudizio: “È entrato in casa di un peccatore!” (19,7). Una parola mormorata a denti stretti. La scelta di Gesù appare ai loro occhi come l’ennesima conferma che il Rabbi di Nazaret non cammina nelle vie di Dio e non insegna la fedeltà alla Legge di Dio.

gesu-1-300x200 Il peccatore perdonatoZaccheo si sente onorato di ospitare nella sua casa un uomo che gli fa nuovamente intravedere la presenza di Dio. Accogliere Gesù nella propria casa è un avvenimento che lo scuote profondamente, gli permette di rivisitare la sua vita e di misurare anche gli errori. Ammette di aver fatto del male a tante persone .Non basta riconoscere il male commesso né basta impegnarsi a non rifare gli stessi errori. Il vero pentimento si traduce in un impegno chiaro: “Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri; e se ho rubato a qualcuno, sono pronto a restituire quattro volte tanto” (Lc 19,8).

L’emozione lo tradisce. Zaccheo è un uomo abituato a contare i soldi, è il suo mestiere. E tuttavia, in quel momento perde il senso della misura. Se la metà del patrimonio è dato ai poveri, dove trova i soldi per restituire quattro volte tanto alle persone alle quali ha rubato. È probabile che in quel momento lui neppure si rende conto di quello che sta dicendo, ma in fondo, a pensarci bene, è proprio questo il segno della fede. Il credente cammina nella via dell’amore e chi ama non misura.