Commento di Suor Cristiana Scandura
Sabato della XX settimana del Tempo Ordinario
Letture: Rt 2,1-3.8-11; 4,13-17 Sal 127 Mt 23,1-12
“Chi tra di voi è più grande, sarà vostro servo” (Mt 23,11). Il Vangelo offre delle regole per la vita: l’agire nascosto invece dell’apparire, la semplicità invece della doppiezza, il servizio invece del potere. Il più grande comandamento, diceva Gesù, è «Tu amerai». Il più grande tra gli uomini, dice ora, è colui che traduce l’amore nella divina follia del servizio: il più grande tra voi sia vostro servo.
Il folle in Cristo è ormai il più intelligente. Questa è la strada contromano di Gesù: Dio non tiene il mondo ai suoi piedi, è ai piedi di tutti. Dio non è il padrone dei padroni, è il servitore che in Gesù lava i piedi ai discepoli. Non è il Signore della vita, è di più, il servo di ogni vita.
I grandi del mondo si costruiscono troni. Dio non ha troni, cinge un asciugamano e vorrebbe fasciare tutte le ferite della terra. Dio come un servo: che non esige, sostiene; non pretende, si prende cura; non rivendica diritti, risponde ai bisogni. Servitore ineguagliabile. E se una gerarchia nella chiesa deve sussistere, sarà rovesciata rispetto alle norme della società terrena: Voi siete tutti fratelli. E poi rovesciata di nuovo, da Cristo, che si è fatto fratello, ma poi da fratello si è fatto ultimo.
Gesù cambia la radice del potere, la capovolge al sole e all’aria. E rivela che ogni uomo è capace di potere se è capace di servizio.
Servizio: questo il nome nuovo, il nome segreto della civiltà, perché questo è lo stile di Dio (Ermes Ronchi).
