• 4 Marzo 2026 19:56

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Il vero volto di Dio

Commento a cura di Suor Cristiana Scandura

31 dicembre VII giorno fra l’Ottava di Natale

Letture: 1Gv 2,18-21   Sal 95   Gv 1,1-18

“In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” (Gv 1,1).

La liturgia ripropone oggi alla nostra meditazione lo stesso Vangelo proclamato nel giorno di Natale, cioè il Prologo di San Giovanni.

natale-300x222 Il vero volto di DioSi tratta di un testo mirabile, che offre una sintesi vertiginosa di tutta la fede cristiana. Parte dall’alto: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” (Gv 1,1); ed ecco la novità inaudita e umanamente inconcepibile: “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14a).

Non è una figura retorica, ma un’esperienza vissuta! A riferirla è Giovanni, testimone oculare: “Noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità” (Gv 1,14b). Non è la parola dotta di un rabbino o di un dottore della legge, ma la testimonianza appassionata di un umile pescatore che, attratto giovane da Gesù di Nazareth, nei tre anni di vita comune con Lui e con gli altri apostoli ne sperimentò l’amore, tanto da autodefinirsi “il discepolo che Gesù amava”, lo vide morire in croce e apparire risorto, e ricevette poi con gli altri il suo Spirito.

natale-1-300x200 Il vero volto di DioDa tutta questa esperienza, meditata nel suo cuore, Giovanni trasse un’intima certezza: Gesù è la Sapienza di Dio incarnata.

Il Bambino di Betlemme ci rivela e ci comunica il vero “volto” di Dio buono e fedele, che ci ama e non ci abbandona nemmeno nella morte. “Dio, nessuno lo ha mai visto – conclude il Prologo di Giovanni –: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato” (Gv 1,18).

La prima ad aprire il cuore e a contemplare “il Verbo che si fece carne” è stata Maria, la Madre di Gesù. Un’umile ragazza di Galilea è diventata così la “sede della Sapienza”.

Come l’apostolo Giovanni, ognuno di noi è invitato ad “accoglierla con sé” (Gv 19,27), per conoscere profondamente Gesù e sperimentarne l’amore fedele e inesauribile.