Nell’era dei pagamenti digitali in cui i portafogli si svuotano di banconote e monete e vengono sostituiti da carte di debito fisiche e wallet sugli smartphone, anche le parrocchie italiane si attrezzano per raccogliere le donazioni con sistemi senza contanti. A questo scopo la Conferenza episcopale italiana (Cei) ha collaborato con Banco Bpm e Numia per installare cento colonnine dotate di Pos per i pagamenti virtuali in altrettante chiese della Penisola, da Nord a Sud.
Il progetto – che si chiama appunto “100 totem in 100 chiese” – è partito lo scorso novembre da luoghi di culto simbolici: da Sant’Ambrogio a Milano fino alla Basilica di San Francesco ad Assisi. Nelle prossime settimane le infrastrutture saranno installate in una trentina di altre chiese da Trento a Catania ed entro dicembre, fanno sapere i promotori, tutti i totem saranno messi a regime. Per ora le colonnine saranno disponibili solo nei luoghi di culto più frequentati e saranno utili sia per le offerte tradizionali sia per le donazioni straordinarie, per esempio per la sistemazione di un tetto o per l’attivazione di iniziative di solidarietà ed ecclesiali. Tutti i fondi raccolti infatti entreranno direttamente nella disponibilità della parrocchia che ospita l’infrastruttura.
Concretamente, fedeli e visitatori si troveranno davanti a uno schermo e in pochi tocchi – seguendo una procedura intuitiva e disponibile in più lingue – potranno selezionare l’importo e finalizzare la donazione appoggiando la propria carta di pagamento. Il sistema è facile, veloce, sicuro e rispettoso della privacy: infatti non richiede né registrazioni né l’inserimento di alcuna informazione personale.
«Per la prima volta nel 2024 in Italia i pagamenti digitali hanno superato quelli in contanti in termini di valore transato – commenta Luca Vanetti, responsabile Marketing e Omnicanalità di Banco Bpm –. L’iniziativa ha inaugurato quindi una nuova modalità di donazione semplice, efficace e anche più inclusiva e sostenibile che crediamo potrà trovare ampia diffusione nel prossimo futuro».
A maggior ragione in questo tempo giubilare: «Il progetto – sottolinea infatti Fabio Pugini, amministratore delegato e direttore generale di Numia – nasce in un momento in cui le chiese del Paese saranno interessate da un flusso crescente di visitatori e fedeli e, grazie alla nostra tecnologia, potranno ricevere donazioni anche tramite carte e applicazioni digitali».
«Il tema dei pagamenti digitali – commenta invece don Claudio Francesconi, economo della Cei – è stato al centro di un nostro recente convegno nazionale. Questo progetto si inserisce in un dialogo ampio che stiamo portando avanti con le istituzioni, nella convinzione che trasparenza, tracciabilità e valorizzazione della generosità dei fedeli siano obiettivi condivisi, concreti e raggiungibili attraverso un lavoro comune, rispettoso delle peculiarità ecclesiali».
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