Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura
Mercoledì della XIII settimana del Tempo Ordinario
Letture: Gen 21,5.8-20 Sal 33 Mt 8,28-34
Riflessione biblica
“Tutta la città uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio” (Mt 8,28-34).
Che tristezza! Gli indemoniati riconoscono subito in Gesù “il Figlio di Dio” e gli obbediscono pure. I mandriani, invece, “uscirono incontro a Gesù”, lo videro e lo pregarono di andarsene via dal loro territorio: “Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto” (Gv 1,11). Per salvaguardare i loro interessi, non sono disposti ad accogliere Gesù e la salvezza che egli offre. Neppure un miracolo li ha liberati dalla loro cupidigia, basata su un’attività contro la Kashruth, “la legge di purità: “fra i ruminanti e gli animali che hanno l’unghia divi-sa, non mangerete il porco, perché ha l’unghia bipartita da una fessura, ma non rumina, lo considererete impuro” (Lev 11,7). Non meravigliamoci: gli affari sono affari, e afferrano il cuore: “Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza” (Mt 6,24). In veri-tà, c’è un solo Dio. Eppure, per molti non è così e invece di servire Dio servono i propri inte-ressi fino a dimenticarsi di Dio e e della transitorietà della vita: “Non affannarti per accumula-re ricchezze, sii intelligente e rinuncia. Su di esse volano i tuoi occhi ma già non ci sono più: perché mettono ali come aquila e volano verso il cielo” (Prov 23,4-5). Il Signore ci dia la sapienza del cuore: “Ricchezze e potenza sollevano il cuore, ma più ancora il timore del Signore. Con il timore del Signore non manca nulla, con esso non c’è bisogno di cercare un altro aiuto” (Sir 40,26). Il tesoro, che dobbiamo avere nel cuore, è Cristo e seguirlo è sapienza divina: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo” (Mt 19,21).
Lettura esistenziale
“Tutta la città esce e va incontro a Gesù” (Mt 8,34). La conclusione del racconto riprende la scena iniziale: “due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro” (Mt 8,28). Il primo incontro era segnato da un’evidente e pregiudiziale ostilità; e divenne invece un’esperienza di grazia che restituisce agli indemoniati la dignità e la libertà. Il secondo incontro poteva e doveva essere caratterizzato dalla più viva gratitudine nei confronti dello Straniero che aveva liberato due persone dal male e, nello stesso tempo, aveva ridato pace e sicurezza all’intero territorio. E invece rappresenta il rifiuto di ogni dialogo: “Quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio” (Mt 8,34). La richiesta perentoria della gente si presenta come un vero e proprio decreto di espulsione. Questa drammatica conclusione è annuncio di quella opposizione che, malgrado il bene compiuto, il cristianesimo ha incontrato fin dall’inizio, come leggiamo negli Atti: “Suscitarono una persecuzione contro Paolo e Barnaba e li cacciarono dal loro territorio” (At 13,50). Colpisce la motivazione che determina l’anticipata partenza di Gesù. Agli occhi della gente il danno economico – duemila porci affogati nel mare – prevale di gran lunga sul bene ricevuto. Questo dettaglio ci suggerisce un profondo esame di coscienza sui criteri che motivano le nostre scelte. Impegniamoci ad accogliere il Signore, certi che solo grazie a Lui possiamo allontanare il male dalla nostra vita.
