• 9 Febbraio 2026 11:43

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento al Vangelo di Fra Giuseppe Maggiore

Esaltazione della Santa Croce

Letture: Nm 21,4-9;  Sal 77; Fil 2,6-11; Gv 3,13-17

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui

Oggi la chiesa ci fa celebrare e festeggiare l’Esaltazione della Croce. Mi chiedo e vi chiedo, ma come si fa ad esaltare la croce? È come esaltare una disgrazia, una malattia, una morte… Quello che noi erroneamente chiamiamo croce, cioè la sofferenza, il dolore, non è mai da esaltare. Tutto ciò non è gradito al Signore. Dio non gradisce il sacrificio fine a se stesso. Noi non facciamo parte della religione della tristezza e della sofferenza, ma siamo chiamati ad abbracciare la fede in Cristo Gesù per essere uomini e donne che sanno gioire e amare.

crocifisso-300x165 La Croce, un amore esaltanteSpesso corriamo il rischio di fermarci al venerdì santo. Tutti abbiamo una sofferenza, delle ferite non cicatrizzate e l’idea che anche Dio abbia sofferto come noi ci consola e ci accompagna. La vera fede comprende che la croce è una collocazione provvisoria, la croce non è il segno della sofferenza di Dio, ma la misura debordante del suo amore,  di un amore esagerato. Un amore esaltate, molto intenso e che  fa sperimentare un senso di pienezza. La vera fede non resta ferma al calvario, corre al sepolcro come hanno fatto Pietro e Giovanni per poi raggiungere i confini del mondo.

Faccio mie le parole di Paolo Curtaz che nel commentare questa pagina di Vangelo scrive: “No, Dio non manda le croci, non ci mette alla prova facendoci soffrire. Nella mia vita ho scoperto che, spesso, la croce sono gli altri a procurarcela. O noi stessi con i nostri giri di testa e le nostre scelte sbagliate’’.

san-francesco-crocifisso-e1728018390650-300x242 La Croce, un amore esaltante
dipinto di Carmelo Ciaramitaro

Portare la propria croce significa amare da Dio: prendersi cura dell’uomo. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito. “Ha tanto amato il mondo da “dare”: nel vangelo ‘amare’ non è una emozione o un fatto sentimentale, ma si traduce sempre con un altro verbo semplice, asciutto, sobrio, di mani: dare! Generosamente, illogicamente, dissennatamente dare”. (Ronchi)

Esaltare la croce allora significa esaltare l’amore di un Dio che si dona totalmente, che dona il suo Figlio Gesù che se ne rimane con le braccia aperte al Padre e al mondo accogliendo tutti, ma proprio tutti.

croci-lampedusa-300x221 La Croce, un amore esaltante
Croci fatte con l’imbarcazioni dei migranti. Foto: Franco Lannino

Esaltare la Croce significa dare voce ai tanti crocifissi che la cattiveria, l’egoismo e le continue seti di potere generano ogni giorno. Imitiamo Dio non condannando ma amando. Può sembrare assurdo ma Dio ama questo “mondo” fatto di contradizioni, di guerre, di violenze, dove regna un’economia che impoverisce i poveri e arricchisce i ricchi, dove i poteri alimentano l’odio provocando genocidi in nome di un dio che non esiste. Questo “mondo” Dio lo ama, e vi manda il Figlio Gesù quale prova suprema ed evidente di questo amore. Questa festa, allora, è per noi l’occasione di posare lo sguardo sulla misura dell’amore di un Dio che muore per amore, senza eccessi, senza compatimenti, libero di donarsi, ed accogliere ognuno di noi tra quelle braccia aperte per fare come Lui… amare.

Come fare? non perdere di vista Cristo Povero e Crocifisso… e Risorto.

Buona festa dell’Esaltazione dell’Amore e buona domenica!