Commento di Fra Giuseppe Maggiore
Lunedì della II settimana del Tempo Ordinario
Letture: 1Sam 15,16-23 Sal 49 Mc 2,18-22
“Ora i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Si recarono allora da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?»” (Mc 2,18).
Mentre Gesù si trova a tavola in casa di Levi, il pubblicano, i farisei e i seguaci di Giovanni Battista gli domandano perché i suoi discepoli non stanno digiunando come loro. Gesù risponde che gli invitati a nozze non possono digiunare mentre lo sposo è con loro; digiuneranno quando lo sposo sarà loro tolto.
La libertà che Gesù mostra, è indigesta per i farisei che digiunano spesso, hanno un’idea ben precisa di religiosità che consiste nell’osservanza puntigliosa della legge. Andare oltre le norme, i precetti significa offendere la religione, attirarsi la punizione divina. Il pio e devoto vive con timore e rispetto la propria vita e si nega ogni eccesso… che tristezza una fede così! Purtroppo ancora oggi c’è gente che pensa che la fede va vissuta assumendo un atteggiamento serioso, uno stile mortificato e penitente, faccia triste e incapacità di gioire per i doni che Dio ci elargisce quotidianamente. Tutto è visto come peccato, come illecito.
Ma vivi tranquillamente non ti preoccupare, anche Gesù è accusato di non essere troppo devoto, un mangione e un bevone, perché non rientra nell’idea di devozione che hanno i farisei… Oggi chi non vive secondo la “tradizione”, (ovviamente non quella scritta nel Vangelo) chi sta in mezzo alla gente, non come si sta ad un funerale, ma in maniera gioiosa e giocosa manifestando e testimoniando che Dio è gioia di vivere, purtroppo viene ancora giudicato come poco devoto, poco serio, poco religioso.
L’incontro con Dio è un incontro di festa. Vivere la fede significa vivere con gioia la vita e contagiare gioia. Anche digiunando è gioia… ma ogni cosa a suo tempo.
Se dimentichiamo questa dimensione tradiamo la visione biblica di Dio. Le parole di Gesù sono attuali e vere: stiamo attenti anche noi a non caricarci di inutili devozioni che servono solo a gratificare il nostro orgoglio spirituale. Seguiamo, piuttosto, le equilibrate proposte che ci fa il Vangelo e la Chiesa.
