• 3 Aprile 2026 18:54

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

di Fra Ibrahim FaltasDal 28 febbraio scorso non è stato possibile vivere pienamente il tempo forte della Quaresima per la guerra che si è allargata in Medio Oriente fino a colpire anche Gerusalemme. Per la stessa ragione non potremo partecipare in presenza numerosa ai riti e alle liturgie del Triduo pasquale, saldamente legate da millenni ai luoghi che hanno visto e sentito la vita di Nostro Signore prima e poi la sua dolorosa passione e morte.

I giorni del Triduo

I giorni e le ore del Triduo Pasquale alternano il dolore per l’arresto e la condanna a morte di Gesù tradito e rinnegato, il buio per la solitudine e l’abbandono alla volontà del Padre prima di vedere finalmente la Luce.

La Via Crucis attraverso le strade di Gerusalemme

La Via della Croce del Venerdì Santo 2026 attraverso la Città Vecchia di Gerusalemme, meditando le tribolazioni di Gesù sotto il peso della Croce sulla Via Dolorosa è stata seguita solo da dieci Francescani, guidata dal Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo. Ricordo la via Crucis del Venerdì Santo 2020, quando, in seguito alle restrizioni dovute alla pandemia, solo il Custode di allora, padre Francesco Patton, io e il guardiano di San Salvatore, padre Marcelo Cicchinelli, potemmo percorrere la Via Dolorosa meditando e pregando la devozione tanto cara ai pellegrini e ai fedeli locali senza la loro presenza e sotto lo sguardo di circa cinquanta militari.

La nascita storica della devozione della Via Crucis

Frati-Terra-Santa-300x169 La Via della Croce in Terra SantaNon conosciamo con precisione quando è iniziata la devozione della Via della Croce attraverso la Città Vecchia di Gerusalemme, meditando le tribolazioni di Gesù sotto il peso della croce. Possiamo pensare che Maria, la Madre di Dio, abbia ripercorso la stessa strada del figlio, forse appena dopo la sua morte, possiamo immaginare il dolore del cuore addolorato di una madre che rivede le pietre sulle quali il figlio è caduto, risente i suoi passi, continua a soffrire per le mortificazioni subite. La pellegrina Egeria aveva trasmesso la notizia della pratica religiosa di Gerusalemme che ricordava la Passione di Gesù nei luoghi dove era realmente avvenuta. Molti pellegrini, tanti cronisti e storici hanno lasciato traccia di questa devozione ma è molto verosimile che sia stata la devozione di san Francesco per la passione del Signore Gesù a dare impulso a questo pio esercizio, come frutto del suo pellegrinaggio di pace in Terra Santa. Il santo di Assisi amava Gesù immensamente, aveva affrontato il santo viaggio con il forte desiderio di poter visitare e poter prendersi cura dei Luoghi Santi. Voglio immaginare che proprio sulla Via Dolorosa, san Francesco abbia coltivato il desiderio che i suoi frati divenissero custodi dei Luoghi Santi. Amava con tenerezza Gesù Bambino, volle ricordarlo e averlo sempre visivamente presente negli occhi e nel cuore mettendo in scena il primo Presepe a Greccio.

La custodia della memoria dei Luoghi della Salvezza

Dal 1333, da quasi settecento anni custodiamo la memoria dei Luoghi della Salvezza, e su mandato della Santa Sede dal 1342, quando Papa Clemente VI ci chiese ufficialmente “di dimorare nei Luoghi Santi e di celebrarvi Messe cantate e Divini Uffici”. Per noi francescani è un privilegio che conserviamo gelosamente e un onore che ci consente di affrontare difficoltà e disagi in una terra santificata dalla presenza di Dio, offesa e amareggiata da conflitti e tensioni.

La violenza, la morte e il dolore sul cammino della Pasqua

Sul cammino che ci porterà alla Santa Pasqua 2026 abbiamo incontrato la violenza, la morte, il dolore per la sofferenza di tanti fratelli a cui sono stati negati tanti diritti, a cui è stato negato l’amore.

Le meditazioni scritte da padre Patton

Possiamo però registrare una gioia fraterna e un grande onore per la Custodia di Terra Santa: il Santo Padre, Leone XIV, ha richiesto personalmente che fosse padre Francesco Patton, già Custode di Terra Santa, a preparare le meditazioni per la Via Crucis che ogni anno viene celebrata al Colosseo e guidata dallo stesso Pontefice. Un momento di grazia per la Custodia di Terra Santa fra tante tribolazioni per una Terra che ha visto la sofferenza di Cristo, che ora si rispecchia nella sofferenza di una umanità ferita e oltraggiata.