• 9 Febbraio 2026 5:52

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L’Acr Messina scongiura il fallimento

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Giu 12, 2025 #acr messina

Ricorso accolto. Quindi via libera per lo “Strumento di regolazione della crisi” proposto dall’Acr Messina per scongiurare il “fallimento” richiesto dalla Procura. Ecco la rapidissima decisione del giudice delegato Daniele Madia, che martedì mattina in tribunale aveva ascoltato le ragioni degli avvocati della società giallorossa e della Procura, con il sostituto Fabrizio Monaco, che invece aveva chiesto di decretare l’inammissibilità del ricorso. Con l’accettazione della proposta del Messina è diventata automatica la scelta del commissario giudiziale che sarà Maria Di Renzo a cui, tra le altre incombenze, toccherà controllare le varie attività ma non avrà ruolo sull’iscrizione della squadra alla prossima serie D seppure con 14 punti di penalizzazione e con altri in arrivo per la questione legata alla mancata presentazione da parte di AAD Invest Group del documento di solidità economica.

La richiesta della società: “ristrutturare” i debiti pagandoli un po’ alla volta

La società in sostanza aveva chiesto un po’ di tempo in più per cercare di “ristrutturare” i debiti, pagandoli un po’ alla volta, e riservandosi una produzione documentale in corso d’opera. E lo avevano fatto gli avvocati Giuseppe Cicciari e Gianpiero Picciolo, per conto dell’attuale rappresentante legale, che con l’80% delle quote detenute è il presidente Stefano Alaimo, mentre l’altro 20% è in mano all’ex patron Pietro Sciotto. La società, come avevano scritto i due legali «… si accinge ad iscriversi al campionato nazionale dilettanti».

La rateizzazione ottenuta all’Agenzia dell’Entrate per debiti intorno ai 730mila euro

Ieri gli avvovati Cicciari e Picciolo a corredo del ricorso avevano anche presentato una serie di atti. Tra cui i bilanci degli esercizi 2021, 2022 e 2023, l’elenco dei creditori, con l’indicazione dei crediti. E avevano scritto che l’Acr ha già iniziato il piano di risanamento «tant’è che ha ottenuto da parte dell’Agenzia delle entrate una rateizzazione per tributi non pagati». Debiti rateizzati che si aggirano secondo i legali intorno ai 730mila euro. E il giudice quindi, dopo aver valutato la loro richiesta di “regolare la crisi”, l’ha accolta.

(fonte: Gazzetta del Sud – Nuccio Anselmo)