• 9 Febbraio 2026 7:51

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Martedì della XX settimana del Tempo Ordinario

Letture: Ez 28,1-10; Salmo Dt 32,26-30.35-36; Vangelo Mt 19,23-30

Riflessione biblica

“In verità vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli” (Mt 19,23-30). Difficile, ma non impossibile: Impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile” (Mt 19,26). La sua grazia misericordiosa può agire nella mente e nel cuore degli uomini:Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati” (Ef 2,4-5). Il problema non è la ricchezza, ma il cuore: “Non confidate nella violenza, non illudetevi della rapina; alla ricchezza, anche se abbonda, non attaccate il cuore” (Sal 62,11). Se il cuore non si fa sedurre dai beni di questo mondo e si impegna nell’amore al prossimo, la ricchezza può divenire occasione di progresso spirituale e di testimonianza di amore a Dio e al prossimo. 

san-benardo-300x238 L'unica vera ricchezzaL’ha compreso il “giovane ricco” Bernardo da Chiaravalle: a 22 anni lasciò tutto e seguì la via tracciata da Gesù, comprendendo che la vera ricchezza sta nel rapporto di amore con Dio. Corse per trovare nella solitudine e nella preghiera il tesoro del suo cuore: Gesù, verso il quale nutrì un tenero ed appasionato amore. Lo comprese il “giovane ricco” Francesco d’Assisi, che si spogliò di tutto, si affidò alle cure del Padre del cielo e si lasciò “rapire dall’ardente e dolce forza dell’amore di Cristo”.

Tutto ciò è avvenuto, perché essi non hanno posto la loro fiducia nella ricchezza, né materiale né sociale, ma in Dio, “da cui provengono la ricchezza e la gloria, egli domina tutto; nella sua mano c’è forza e potenza, con la sua mano dà a tutti ricchezza e potere” (1Cron 29,12). Dietro il loro esempio, non ci impegniamo per avere un premio, ma per essere in comunione con Gesù e con Dio. Così, la comprensione della “vera ricchezza” sta nel seguire Gesù e lasciare tutto “per il nome di Gesù”. Bisogna essere come “quell’uomo, che, trovato un gran tesoro, lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo, o che ha trovato una perla preziosa, vende tutto e la compra” (Mt 13,44-46). Non è importante ciò che lasciamo, ma di essere sempre in comunione con Gesù, “in cui sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza” (Col 2,3).

Lettura esistenziale

gesu-1-300x186 L'unica vera ricchezza“In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli” (Mt 19, 23). Il Vangelo odierno (Mc 10,17-30) ha come tema principale quello della ricchezza. Gesù insegna che per un ricco è molto difficile entrare nel Regno di Dio, ma non impossibile; infatti, Dio può conquistare il cuore di una persona che possiede molti beni e spingerla alla solidarietà e alla condivisione con chi è bisognoso.

La storia della Chiesa è piena di esempi di persone ricche, che hanno usato i propri beni in modo evangelico, raggiungendo anche la santità.

Gesu-300x195 L'unica vera ricchezzaCome spesso avviene nei Vangeli, tutto prende spunto da un incontro: quello di Gesù con un tale che «possedeva molti beni» (Mc 10, 22). Costui era una persona che fin dalla sua giovinezza osservava fedelmente tutti i comandamenti della Legge di Dio, ma non aveva ancora trovato la vera felicità; e per questo domanda a Gesù come fare per «avere in eredità la vita eterna» (v. 17). Da una parte egli è attratto, come tutti, dalla pienezza della vita; dall’altra, essendo abituato a contare sulle proprie ricchezze, pensa che anche la vita eterna si possa in qualche modo «acquistare», magari osservando un comandamento speciale.

Gesù coglie il desiderio profondo che c’è in quella persona, ma comprende anche qual è il punto debole di quell’uomo: l’attaccamento ai beni e perciò gli propone di dare tutto ai poveri, così che il suo tesoro – e quindi il suo cuore – non sia più sulla terra, ma in cielo, e aggiunge: «Vieni! Seguimi!» (v. 22). Quel tale, però, invece di accogliere con gioia l’invito di Gesù, se ne va via rattristato (cfr v. 23), perché non riesce a distaccarsi dalle sue ricchezze, che non potranno mai dargli la felicità e la vita eterna.

Il Signore ci conceda la grazia di usare saggiamente i beni terreni in vista dei beni eterni.