Commento di Suor Cristiana Scandura
Giovedì della III settimana di Quaresima
Letture: Ger 7,23-28; Sal 94; Lc 11,14-23
“Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle rimasero meravigliate. Ma alcuni dissero: «È in nome di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni»” (Lc 11,14s).
Nel Vangelo odierno contempliamo che mentre Gesù, agendo in forza dello Spirito Santo, guarisce un indemoniato, finisce per essere accusato in modo ridicolo di essere lui un indemoniato. Fatichiamo a capire la logica di questo ragionamento e, in effetti, con infinita pazienza Gesù prova ad argomentare che non ha alcun senso pensare che il demonio scacci il demonio. Ma i suoi avversari cercano di arrampicarsi sugli specchi pur di non ammettere che egli agisce per conto di Dio.
L’annuncio del Regno è “evento”: Parola di Dio in Persona. Questo annuncio è anche una lotta contro le forze del male. Cristo è la mano di Dio tesa all’umanità, perché possa uscire dalle sabbie mobili della malattia e della morte e rialzarsi in piedi sulla salda roccia dell’amore divino. Chiediamo allo Spirito Santo di illuminarci e aiutarci, perché non ci ostiniamo a negare l’evidenza e non ci arrocchiamo in difesa delle nostre, talora fragili, certezze. “Dio fa nuove tutte le cose, non ce ne accorgiamo?” (cfr Is 43,19).
