• 13 Giugno 2024 6:01

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

 Santa Maria Odigitria

Letture: Giac 4,1-10; Sal 54; Mc 9,30-37

Riflessione biblica

“Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome” (Lc 1,46-56). Odigitria: uno dei titoli più belli, che la venerazione popolare attribuisce a Maria: ella è la nostra “guida” nel cammino della vita. Maria non è la via, ma la guida a Gesù, nostra “via, verità e vita” (Gv 14,6); è guida nel nostro cammino per essere in comunione con Gesù e testimoniarlo nel nostro vivere quotidiano: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (Gv 15,16). Maria è nostra guida nell’umiltà: esulta nel Signore, ma riconosce che Dio “ha guardato l’umiltà della sua serva”. Guardando Maria e Gesù nostra via, anche noi “rivestitiamoci tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili” (1Pt 5,5). Maria è guida e madre di misericordia, che ci insegna “a rivestirci di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandoci a vicenda e perdonandoci gli uni gli altri; come il Signore ci ha perdonato, così facciamo anche noi” (Col 3,12-13). Maria è la nostra soccorritrice nei bisogni: “Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: Non hanno vino. E Gesù le rispose: Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora. Sua madre disse ai servitori: Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,3-5). Se lei è la guida, dobbiamo avere i suoi stessi sentimenti verso chi ha bisogno del nostro aiuto: “Non siate pigri nel fare il bene, siate invece ferventi nello spirito; servite il Signore. Condividete le necessità dei santi; siate premurosi nell’ospitalità. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia; piangete con quelli che sono nel pianto” (Rom 12,11.13.15). Maria, nostra guida, ci ricorda che, solo camminando nella via dell’amore, realizziamo il nostro essere figli di Dio, veri discepoli di Gesù: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35).

Lettura esistenziale

“Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili” (Lc 1, 52). In questo inno di lode, il Magnificat, Maria canta la grandezza di Dio che si manifesta attraverso umili strumenti. Nel contenuto esso è molto simile a quello che intonerà Gesù quando, esultando nello Spirito Santo, benedirà il Padre che si rivela ai piccoli (cfr Mt 11, 25). Sperimentando continuamente nella mia vita la verità di questa Parola, che mi riempie di gaudio e di stupore, spesso mi sorprendo ad immaginare Dio che, dietro le nuvole, sorride, divertendosi a mandare in frantumi le nostre manie di grandezza per esaltare invece gli umili, i poveri, la gente che agli occhi del mondo non conta nulla. Egli ribalta completamente la mentalità del mondo. Per questo, non ho forse ragione di pensare che il più grande rivoluzionario della storia è proprio Lui? Basti pensare che come culla per l’Incarnazione del Suo Figlio, non va in cerca di regine e di palazzi imperiali, ma chiede l’assenso ad un’umile, semplice ragazza di uno sperduto paesello: Maria di Nazareth. Come logica conseguenza, il Divino Infante viene al mondo in una povera mangiatoia, avendo come originali condizionatori d’aria… il bue e l’asinello. Dio poi invia gli Angeli a dare l’annuncio più grande e strepitoso di tutta la storia, quello della nascita di Cristo Gesù Signore nostro, non ai potenti di questo mondo e nemmeno agli Scribi, Farisei, Dottori della Legge e company, ma ai Pastori, che vivevano ai margini della società civile e religiosa, perché ritenuti gente impura. È questo lo stile di Dio. È questo anche lo stile di Maria, basti pensare alle molteplici apparizioni riconosciute dalla Chiesa: Maria sceglie sempre bambini o comunque persone umili e semplici. È questo anche il nostro stile?