• 3 Marzo 2026 15:12

ilSycomoro

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Marsala. Cultura e integrazione, dialogo multietnico attraverso la poesia

Un dialogo multietnico nel corso del quale le barriere linguistiche si sono dissolte nel ritmo dei versi.

E’ quanto accaduto nel recital “Poesie dal mondo”, tenuto a Marsala, nei locali dell’associazione “Finestre sul mondo”, nell’ambito della rassegna “Tutti i colori della pace”.
L’iniziativa – promossa dagli “Amici del Terzo Mondo” di Marsala in collaborazione con la cooperativa sociale Badia Grande, la Stella dei Venti, Archè, Libera e il Sistema accoglienza e integrazione – “ha dimostrato – spiega una nota – come la parola scritta possa abbattere ogni muro invisibile.

La sala, affollata oltre ogni previsione, ha accolto con un calore vibrante le voci di chi ha attraversato il mare portando con sé non solo sogni, ma un immenso bagaglio culturale da condividere”. Con il coordinamento del poeta e critico letterario Francesco Vinci, il palco si è tramutato in uno spazio del dialogo multietnico. A rompere il ghiaccio, con letture bilingue, sono stati tre migranti ospiti della coop Badia Grande, accompagnati da Albert Kalenda Kabongo. In particolare, una giovane tunisina, Nouel, ha evocato la resilienza palestinese attraverso i versi di Haydal al-Ghazali, ventenne poeta di Gaza. Il ghanese Morris ha, poi, dato voce a Femi Osofisan, drammaturgo nigeriano, con versi post-coloniali, mentre il camerunense Sondy ha celebrato Léopold Sédar Senghor, esponente della negritudine: in francese lirico e italiano elegante ha declamato “Donna nera divina, nuda come il seno, pura come il volto, ritmo della mia terra natale”.

La rassegna si è ampliata con i gambiani Yusuf, Yankuba e Sankung della cooperativa Stella dei Venti, che hanno declamato testi autografi nel loro dialetto, grezzi e autentici. Il recital si è arricchito con la toccante interpretazione di una poesia di Jorge Luis Borges, intonata da Claudia e Giovanni Marchetti in spagnolo e in italiano, rafforzando quel ponte invisibile che unisce il Mediterraneo all’Africa e alle Americhe. Infine, Marinella Casubolo ha resuscitato il greco antico dalla Lisistrata di Aristofane e Caterina Martinez ha recitato in inglese i versi della poetessa israeliana Tal Nitzán, evocando paesaggi di Tel Aviv tra pace desiderata e memorie ferite. E Giuseppe Mirabile, della Libera orchestra popolare, ha chiuso con una creazione originale, un inno ritmico che fonde tradizione e impegno civile.