• 9 Febbraio 2026 5:48

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Un Natale vissuto lontano da casa, ma illuminato dalla forza della fede e della comunione. Gli studenti ortodossi etiopi della Chiesa Tewahedo, iscritti alle facoltà dell’Università degli Studi di Messina e riuniti settimanalmente presso la Chiesa di Sant’Elia – rettoria affidata all’Ufficio diocesano Migrantes – hanno celebrato la solennità del Natale attraverso due intense giornate di preghiera, catechesi, confessioni e liturgia.
Nel primo pomeriggio di venerdì è giunto a Messina padre Solomon Hurisa Biru, che svolge il suo ministero a Roma presso la chiesa di Santa Maria e Sant’Uraele Debre Tsion. Accolto dagli operatori della Migrantes diocesana, il sacerdote ha voluto esprimere la propria profonda gratitudine per l’attenzione e l’accoglienza della Chiesa diocesana, nonché per la possibilità offerta ai fedeli etiopi di disporre di un luogo così bello e ricco di storia, nel cuore della città dello Stretto, dove dare continuità al proprio cammino di fede e trovare sostegno per affrontare le difficoltà legate alla lontananza dai familiari e dalle tradizioni culturali e religiose.
Il direttore dell’Ufficio Migrantes, il diacono Santino Tornesi, ha portato i saluti dell’Arcivescovo e del Vescovo ausiliare a nome dell’intera comunità diocesana, ribadendo come l’organismo pastorale che si occupa della mobilità umana si senta onorato di collaborare con gli studenti etiopi e di sostenere la loro vita religiosa.
Dopo un breve momento di preghiera e di riflessione, padre Solomon ha quindi amministrato il sacramento della confessione, momento particolarmente atteso dai fedeli che, per lunghi periodi, non hanno la possibilità di avere stabilmente in mezzo a loro un pastore.