• 9 Febbraio 2026 2:03

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Messina, la comunità di Gravitelli ha un nuovo Parroco: Don Marzullo

 di Rachele Gerace – È solare, diretto e ha una grande capacità di aprirsi all’ascolto di giovani e giovanissimi che in lui trovano un amico, un confidente e una guida spirituale equilibrata e profonda. Don Alessandro Marzullo è il nuovo parroco della comunità Santa Maria delle Grazie di Gravitelli Superiore; con la messa presieduta dal vescovo ausiliare Mons. Cesare Di Pietro ha avuto ufficialmente inizio il suo mandato.

Dopo ben 58 anni il sacerdote 51enne ha raccolto il testimone del compianto confratello Mons. Giovanni Impoco, storico parroco del rione scomparso di recente. In tanti si sono ritrovati nella piccola chiesa per accompagnarlo e accoglierlo: la mamma Piera, le sorelle Daniela e Mimma, amici e fedeli della vallata dell’Annunziata, di Bisconte e Catarratti, i sacerdoti del vicariato, diaconi e naturalmente la comunità di Gravitelli.

“Prenditi cura di tutti e di ciascuno, raccogliendo bisogni, desideri e fatiche; esprimi sempre la tua paternità e fai in modo che sia ricca di misericordia”, ha detto mons. Di Pietro.

Il grazie di Marzullo a tutti ma soprattutto a mons. Impoco “che sento presente e sono onorato di succedergli alla guida di questa comunità, il suo cuore”, ha detto. E rivolgendosi alla sua nuova comunità: “Vivo di speranza e ottimismo perchè mi fido di Dio e sono certo che ci accompagnerà in tutto quello che vivremo”.

Ordinato sacerdote 26 anni fa Marzullo, che ricopre anche gli incarichi di vice direttore dell’Ufficio amministrativo diocesano e di presidente del consiglio di amministrazione dell’Ente per le opere di religione e di culto dell’Arcidiocesi e Archimandritato di Messina, è laureato alla Pontificia Università Lateranense di Roma e specializzato (all’Università di Tor Vergata) in “Manager ospedaliero”. E’ stato parroco nella zona ionica a Gallodoro e Mongiuffi e vicario parrocchiale nella comunità della SS. Annunziata a Messina, a fianco del compianto mons. Vincenzo D’Arrigo.

Prima di incardinarsi nell’arcidiocesi messinese, ha vissuto l’esperienza sacerdotale da religioso camilliano, operando in centri di prima accoglienza per bambini, malati di Aids e disabili.

(fonte: Gazzetta del Sud)