• 1 Aprile 2026 23:43

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Messina. Messa crismale: Mons. Accolla: “Il sacerdote non vive per sé, ma per gli altri”

di Rachele Gerace – È il giorno in cui i sacerdoti confermano il proprio “sì” a Dio con il rinnovo delle promesse sacerdotali e vengono benedetti gli oli utilizzati nei sacramenti (il crisma con cui vengono segnati i fedeli confermati o cresimati come più comunemente si dice; l’olio dei catecumeni, ossia quanti ricevono i sacramenti dell’iniziazione cristiana cioè battesimo, eucaristia e cresima; l’olio degli infermi).

Cattedrale gremita – oltre un migliaio di persone – ieri per la messa crismale, per il secondo anno consecutivo celebrata nel pomeriggio del martedì santo, per consentire ai fedeli delle comunità parrocchiali e religiose di tutto il territorio diocesano (città, zona ionica e tirrenica, Isole Eolie) di organizzare e vivere i giorni del triduo pasquale in maniera esclusiva. Un’unica celebrazione per tutti i sacerdoti, i religiosi, i diaconi dei vicariati messinesi e delle Isole Eolie con le rispettive comunità.

A presiederla l’arcivescovo Giovanni Accolla, con lui l’ausiliare Cesare Di Pietro. Nell’omelia, l’arcivescovo ha richiamato con forza il senso profondo della vocazione, invitando i sacerdoti a viverla con libertà e spirito di servizio: “Il sacerdote non vive per sé, ma per gli altri; è uomo della comunità”. In un tempo segnato da guerre, violenze e solitudini, mons. Accolla ha sottolineato l’urgenza di “riscoprire la vita consacrata come segno di speranza”. Da qui l’invito a “un rinnovato coraggio pastorale, capace di farsi vicino soprattutto ai più deboli: giovani, malati, carcerati”. L’arcivescovo ha poi richiamato alla responsabilità di una testimonianza autentica: “Difendere la verità, proporla con convinzione e viverla ogni giorno è la base del nostro cammino”.

Allo stesso tempo ha messo in guardia da atteggiamenti che rischiano di compromettere la credibilità della Chiesa: “Ogni forma di ambizione, rivalità o divisione – ha detto – è motivo di scandalo e richiede vigilanza”. Un passaggio significativo è stato dedicato al ritorno all’essenza della fede: “Se non torniamo alle origini, all’amore di Dio, rischiamo di vagare nel buio e di non essere guide per gli altri”; per questo ha indicato tre punti fermi: “Preghiera, carità e testimonianza profetica sono i capisaldi del nostro cammino”. Il pastore ha poi ricordato quanti soffrono per la guerra, la malattia, la violenza; un pensiero particolare lo ha rivolto a Sara Campanella, Daniela Zinnanti e a tutte le vittime di femminicidio insieme alle loro famiglie, ai sacerdoti e ai diaconi scomparsi nell’ultimo anno, e a quanti celebrano anniversari significativi di ministero, segno di una fedeltà che continua a illuminare il cammino della comunità.

Domani, giovedì santo, con la messa “in coena Domini” in Cattedrale (alle 18,30) e la visita agli altari della reposizione (i Sepolcri) in tutte le chiese della città e della provincia aperte fino a tarda sera. Venerdì santo alle 17,30 in Cattedrale l’azione liturgica dell’adorazione della Croce e alle 18 la partenza, dalla chiesa Nuovo Oratorio della Pace e Bianchi di via 24 maggio, della secolare processione delle Barette (Rtp seguirà in diretta l’uscita a partire dalle 17,45 e nel corso della trasmissione Scirocco, fino al rientro con la suggestiva ‘nchianata lungo la via Oratorio San Francesco).

Sabato santo, alle 9,30 l’arcivescovo incontrerà i giornalisti per il tradizionale messaggio di Pasqua. Alle 22 la veglia nella notte con il rito del fuoco, l’accensione del cero pasquale e il rinnovo delle promesse battesimali.

Domenica 5 aprile alle 11 il solenne pontificale del giorno di Pasqua con la partecipazione delle autorità. La stessa mattina si terrà la processione degli Spampanati, che uscirà dalla chiesa della Mercede; alle 10,30 a piazza Duomo l’incontro della Madonna con il Cristo Risorto.

(fonte: Gazzetta del Sud)