Piazza Cairoli, il cuore pulsante della città di Messina, il sabato pomeriggio diventa una delle mete preferite di centinaia di adolescenti, anche di culture diverse, che, provenienti da varie aree urbane, attimo dopo attimo, giungono ad ondate per incontrarsi e assaporare un po’ di libertà, dopo la settimana scolastica. Passeggiano, chiacchierano, affollano i locali di ritrovo, i marciapiedi, siedono sui motorini o sulle panchine, giocano con i videogames, bevono, fumano, scherzano, schiamazzano, bestemmiano, litigano, si abbracciano; le ragazze si mettono in mostra con i loro abiti succinti e i loro vistosi maquillages; i ragazzi, invece, spesso sfoggiano i loro bicipiti decorati con tatuaggi e, pur atteggiandosi a uomini esperti della vita, manifestano un grosso disagio, che induce a porci delle domande.
In tale contesto, il gruppo “Padre nostro … Padre di tutti”, consapevole dell’emergenza educativa in atto, senza paure, né pregiudizi, ma con gioia e perseveranza, sfidando persino il cattivo tempo ed il freddo, non senza sacrifici e rinunce e confidando totalmente nella potenza dello Spirito Santo, mensilmente (da novembre a maggio) si è adoperato per effettuare delle missioni territoriali con evangelizzazione, al fine di annunciare e testimoniare, con una certa continuità, con semplicità, umiltà e mitezza l’infinito amore di Dio, un amore che non muore, ma che si rinnova ogni giorno se Gli apriamo le porte del cuore.
Le coppie di “evangelizzatori” vanno così incontro a tanti giovani che si professano atei, che credono ma non frequentano la Chiesa, che non hanno nemmeno ricevuto il Sacramento dell’Eucaristia … Seppur apparentemente lontani, sono una scintilla dell’Amore di Dio e sono preziosi, soprattutto ai Suoi occhi; in realtà spesso sono soli, con famiglie inesistenti alle spalle; hanno tutti bisogno di essere accolti, ascoltati, compresi, sollecitati alla disponibilità verso Dio, attraverso il dialogo, l’ incoraggiamento. Non ci vuole poi tanto: bastano un saluto, un sorriso, una battuta, un complimento sincero, la lettura di una “Caramella di Dio”, cioè dei messaggini contenenti frasi di Santi, citazioni evangeliche, briciole di saggezza. E subito si entra in relazione, si crea un’inspiegabile empatia; con molti ci si ritrova da una missione all’altra: la comunicazione diventa più agevole e si riesce persino a pregare insieme il “Padre nostro”, davanti al magnifico quadro di Rembrandt, che rappresenta la Parabola “Il Padre Misericordioso”.
Così, dove non arrivano le parole, si compensa con l’immagine; le risonanze dei ragazzi sono positive e pertinenti, lasciano trasparire emozioni forti; gli sguardi si ravvivano, la fiducia cresce, lo Spirito Santo aleggia e colma le solitudini dei cuori, risana le ferite, dona forza ai deboli, la speranza di un futuro migliore, la pace e la gioia del cuore.
