• 5 Aprile 2026 16:52

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Messina. Santuario di Lourdes: dal silenzio al suono di gioia, Cristo è risorto

di FraPè – “Il rumore e il silenzio del venerdì santo fanno posto al suono della voce dell’Angelo, poi delle donne che si recano al sepolcro, e degli apostoli che ripetono il grande annuncio: non avere paura, non è qui è risorto”. Questo l’inizio dell’omelia di Fra Benedetto Amodeo rettore del Santuario Nostra Signora di Lourdes di Messina, durante la Veglia Pasquale in una chiesa gremita di fedeli.fuoco-nuovo-e1775378481561-220x300 Messina. Santuario di Lourdes: dal silenzio al suono di gioia, Cristo è risorto

La liturgia inizia in silenzio, così come è terminata venerdì. Tutti riuniti davanti al fuoco nuovo, illuminati dalla fiamma che alimenterà il turibolo, ma soprattutto permetterà di donare la Luce vera dal cero pasquale a tutti i fedeli. Si entra in chiesa con la consapevolezza che Cristo è la luce del mondo così come ripeterà per tre volte il diacono.

veglia-pasquale-1-e1775378556495-260x300 Messina. Santuario di Lourdes: dal silenzio al suono di gioia, Cristo è risortoSi inizia, si accendono le luci, Fra Angelo canta il preconio ed è già gioia nei volti, nello sguardo. Sette letture, sette salmi cantati magistralmente dal coro guidato da Fra Federico e Fra Fernando. Il Canto del mare cantato da Rossana Foti fa vibrare i cuori, aiuta a pregare, per poi giungere al salmo alleluiatico che tramite la voce possente di Fra Pietro si ode ancora una volta il suono della voce dell’angelo che annuncia la gioia: Cristo pietra angolare è risorto.

veglia-pasquale-2-300x226 Messina. Santuario di Lourdes: dal silenzio al suono di gioia, Cristo è risortoUn groviglio di suoni, di voci che ci esortano e nel contempo ci invogliano a non stare fermi davanti ai nostri sepolcri, ma di ascoltare il suono dei passi di Maria di Magdala, di Pietro e Giovanni. Corrono per annunciare ciò che hanno visto. Un sepolcro vuoto, una pietra rovesciata e credono alle parole dell’angelo, così come ha ricordato Fra Benedetto in un passaggio dell’omelia. “Siamo inviati anche noi ad annunciare. Il grande miracolo della Resurrezione di Cristo è la Chiesa che siamo noi. Scopriamo il valore dell’essere Chiesa che va, che si muove, che corre ad annunciare, a testimoniare che nella quotidianità viviamo da risorti”.

La liturgia curata nei minimi dettagli, i canti che hanno aiutato ad entrare gradualmente nel mistero dei Cristo, le composizioni semplici ma eleganti sono la cornice di un meraviglioso e indescrivibile incontro con Cristo Risorto durante la Madre di tutte le vegli dove fanno eco le parole di Sant’Agostino: “O felice colpache ha meritato un tale e così grande Redentore!”

Alla fine della celebrazione, panino con nutella per tutti. Anche questa è gioia!