Il 27 marzo, all’Istituto Cristo Re, la Via Crucis ha assunto il volto di una comunità viva. Non è stata soltanto una celebrazione liturgica, ma un’esperienza condivisa, costruita passo dopo passo da ragazzi, seminaristi, educatori, volontari e amici che ogni giorno abitano questo luogo.
Insieme hanno costruito il cammino della Passione in un intreccio di voci, sensibilità e gesti che hanno dato nuova luce alle stazioni all’interno del nostro istituto.
I ragazzi delle comunità insieme ai seminaristi del Seminario Rogazionista hanno meditato le intenzioni di preghiera durante le stazioni, accompagnati dai padri rogazionisti e dagli educatori mentre volontari e amici hanno sostenuto l’intero percorso con presenza e ascolto. Il risultato è stato un cammino vivo, concreto, capace di parlare a tutti.
Durante la celebrazione, l’atmosfera era densa di emozioni. Si respirava la speranza: la certezza che anche nella fatica della Croce brilla già la promessa della Risurrezione. La gratitudine, una delle emozioni più condivise: gratitudine per il tempo donato, per le parole ascoltate, per la possibilità di vivere un momento così significativo.
Questa Via Crucis ha mostrato ancora una volta quanto l’Istituto Cristo Re sia un luogo dove le differenze non dividono, ma arricchiscono. Ragazzi, adulti, consacrati, famiglie, amici: tutti hanno trovato un posto, una parola, un gesto da offrire. La Croce, così, non è apparsa come un simbolo di solitudine, ma come un punto di incontro, un luogo dove ciascuno può riconoscersi e sentirsi parte di una storia più grande.
La celebrazione del 27 marzo non si chiude con l’ultima stazione.
Resta come un seme piantato nel cuore della comunità: un invito a custodire ciò che è nato, a continuare a camminare insieme, a trasformare ogni giorno in un piccolo passo verso la Pasqua.
(fonte: operedelrogate.it)
