• 23 Febbraio 2024 21:43

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Un pensiero per quanti hanno camminato con lui e «hanno creduto all’amore di Dio» e l’incoraggiamento ad «andare avanti» senza indugi e senza paura. Padre Sergio Natoli, sacerdote siciliano dell’Ordine missionario oblati di Maria Immacolata, l’amico dei migranti del quartiere palermitano di Ballarò, è morto ieri e lo ha fatto nello stesso modo in cui è vissuto: con cuore innamorato. «Non temete perché Dio ci ama sempre, sempre, sempre, sempre» è stato l’ultimo invito, lanciato in punto di morte e raccolto da chi gli era accanto in un audio che è subito diventato virale. Era destinato a quanti hanno con lui fondato e formato l’“Arcobaleno di popoli” – stile missionario, ma anche nome di una vera associazione no profit – più variegato e coeso che la Sicilia abbia mai visto. E probabilmente non solo la Sicilia. Perché padre Natoli era a Palermo, il sacerdote di quella Festa dei popoli che riuniva insieme filippini, mauriziani, ghanesi, tamil, cingalesi, italiani, latino-americani e gente proveniente da altri Paesi dell’Africa francofona ed anglofona e dall’Est europeo. Era il parroco che celebrava una Messa in cui ciascuno trovava – nelle musiche, nei riti, nelle diverse lingue delle Letture, nell’Eucaristia – una parte di sé. Era il missionario del Vangelo di quell’accoglienza e quella integrazione che si fonda sulla Parola di Dio e che diventa un’assemblea che è espressione della cattolicità della Chiesa. Era ambasciatore di «quel Regno di Dio che si instaura anche attraverso le diversità degli uomini e delle donne di buona volontà che desiderano camminare insieme nel medesimo territorio».

Padre Natoli aveva 74 anni (era nato a Patti) e da diverso tempo conviveva con un tumore che gli ha reso la vita difficile ma al quale non ha permesso di rallentare il suo servizio, neanche quello di consigliere ecclesiastico dell’Ufficio diocesano Migrantes di Palermo. Monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes (organismo pastorale della Cei), ne ha lodato l’impegno: «Ha lavorato e si è prodigato con iniziative significative, come la Festa dei Popoli, per richiamare l’attenzione verso il mondo della mobilità. Ma non solo: tante le sue opere di solidarietà e di accoglienza». Da Roma, dove si trova per i lavori della 77ª Assemblea Generale della Cei, l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, ha ricordato «l’unzione dell’incontro con lui, lo scorso 18 maggio, e il balsamo della benedizione che mi ha dato. La Chiesa di Palermo – ha detto – è ricca della sua testimonianza e della sua gioia e passione missionaria».

Ma il ricordo più bello, ieri, è stato ancora un “arcobaleno”: un convenire multicolore di persone di diverse etnie che hanno reso omaggio a padre Sergio nella chiesa Santa Maria dei Miracoli – di cui era rettore – a Piazza Marina. Il suo corpo resterà lì fino a questa sera e poi i funerali, domani, nella parrocchia San Nicolò da Tolentino con la sua Comunità Oblata di Maria Immacolata, in via Maqueda.