• 9 Febbraio 2026 7:39

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Martedì fra l’Ottava di Pasqua

Letture: At 2,36-41   Sal 32   Gv 20,11-18

Riflessione biblica

“Maria stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva” (Mt 28,11-18). Altre donne sono fuggite: “Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli” (Mt 28,8). resurrezione1 Perché piangi, chi cerchi?Maria di Magdala non si scosta dal “sepolcro vuoto”: vivo o morto, desidera essere con Gesù, il Signore della sua vita. Piange, ma ha nel cuore presentimenti: il dolore le affina la mente il cuore, e gli Angeli rafforzano la sua fede e la preparano a ricevere la gioia profonda della presenza del Signore Risorto. Il pianto si trasforma in esultanza: Gesù rifiorisce nel suo cuore. Cerca il suo Maestro morto, ma lo desidera vivo; la speranza non è morta nel suo cuore: il Figlio dell’uomo dovrà molto soffrire, ma il terzo giono risusciterà (Mt 20,18-19); anzi, egli “ha il potere di dare la sua vita e di riprenderla” (Gv 10,17-18). “Donna, chi cerchi?”: di sicuro avrebbe potuto rispondere: “l’amore dell’anima mia” (Cant 3,1), ma il cuore in subbuglio teme l’illusione. “Maria”: riconosce subito la voce del suo Pastore: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono” (Gv 10,27). “Rabbunì”: il rapporto personale, intimo e coinvolgente con il Signore è ripristinato. La sua voce risuona nel nostro cuore: la fede si rafforza, la speranza si proietta nel futuro di un incontro senza fine, l’amore si trasforma in testimonianza: “Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: Ho visto il Signore!”. E la fede diviene certezza: “Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita” (1Cor 15,20-22).

Lettura esistenziale

gesu-6-300x185 Perché piangi, chi cerchi?“Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?»” (Gv 20,15). «Questa la prima parola del Risorto rivolta a Maria di Magdala, e non per dirle: spiegami, oppure non piangere più, smettila con il pianto. Ma per piegarsi su di lei, per abbracciarla, per stringersi a lei, e condividere e coinvolgersi. Diglielo perché piangi, Maria. Per un motivo grande, per il più grande dei motivi: Tu piangi per amore. Piange chi ama. Piange molto chi ama molto. Maria, la chiama Gesù. Pronunciando il suo nome come nessuno sapeva fare. E lei si volta e il Vangelo riporta questa parola: “Rabbunì”. Ma io credo che a Maria nel giardino è uscito dal cuore: “Amore, sei qui”. Perché tutte quelle lacrime non sono per un maestro che viene a mancare. Si piange così perché manca una parte della propria vita. Le lacrime di Maddalena sono il tesoro del Risorto, Lui le raccoglie ad una ad una nel suo cuore, nei suoi archivi eterni, sono dichiarazioni d’amore. “Donna, perché piangi?” Umanità, perché? Eccolo il Dio che prova dolore per il dolore dell’uomo, del mondo» (Ermes Ronchi). È vero il male esiste nel mondo, ma anche la bellezza e la bontà rinascono ogni giorno nel mondo. Perché il Risorto è all’opera, in alto silenzio e con piccole cose. Per la risurrezione di Cristo, io credo che: “non va perduta nessuna delle opere svolte con amore. Non va perduta nessuna delle sincere preoccupazioni per gli altri. Non va perduto nessun atto d’amore, non va perduta nessuna generosa fatica, non va perduta nessuna dolorosa pazienza. Tutto ciò circola attraverso il mondo, circola come una forza di vita” (EG 278).