• 9 Febbraio 2026 4:06

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Giovedì della XI settimana del Tempo Ordinario

Letture: 2Cor 11,1-11   Sal 110   Mt 6,7-15

Riflessione biblica

“Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole” (Mt 6,7-15). La preghiera è comunione con Dio: non ha bisogno di molte parole, ma di un cuore che ama. La nostra preghiera deve essere fiduciosa, incessante e amorosa.preghiera-1-e1732687871729-300x215 Preghiera, comunione con Dio Preghiera fiduciosa: preghiera di figli che si affidano totalmente alla volontà di colui che ci ha dato l’esistenza e ci assiste con la sua provvidenza, “è Dio che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa” (At 17,25). Anzi, ci lasciamo condurre dallo Spirito, perché “venga in aiuto alla nostra debolezza; perché non sappiamo come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio” (Rom 8,26-27). Preghiera incessante: come suggerisce Gesù “di pregare sempre, senza stancarsi mai” (Lc 18,1). Chiediamo con insistenza, perché lui regni nella nostra vita, ci rinnovi con il suo Spirito Santo e ci rivesta dell’uomo nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato” (Col 3,10). Rinnovati dallo Spirito, “santifichiamo il suo nome” e portiamo a compimento il suo progetto di amore: la nostra santificazione (1Tes 4,3). Preghiera amorosa: rinnovati dallo Spirito, “santifichiamo il suo nome” e portiamo a compimento il suo progetto di amore: la nostra santificazione (1Tes 4,3). Figli del Dio Amore, ci apriamo alla relazione voluta da Dio: “Amerai il tuo prossimo come te stesso” (Lev 19,18). Per questo, non chiediamo a Dio il pane quotidiano solo per le nostre esigenze individuali, ma perché egli provveda con benevolenza ai nostri bisogni e per mezzo nostro lo faccia arrivare a chi ha bisogno: “proviamo la sincerità del nostro amore con la premura verso gli altri” (2Cor 8,8). Chiediamo ancora con fiducia le cose essenziali per vivere secondo lo Spirito: il perdono dei nostri peccati, per ricevere misericordia e donare sempre misericordia: “Siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo” (Ef 4,32); e la sicurezza interiore, per essere liberi dal male e ci renda liberi nella verità (Gv 8,32).

Lettura esistenziale

parola-preghiera-300x188 Preghiera, comunione con Dio“Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole” (Mt 6,7). Pregare non significa dire preghiere; pregare sempre non vuol dire ripetere formule senza smettere mai. Un maestro spirituale dei monaci antichi, Evagrio il Pontico, ci assicura: «Non compiacerti nel numero dei salmi che hai recitato: esso getta un velo sul tuo cuore. Vale di più una sola parola nell’intimità, che mille stando lontano». Intimità: pregare alle volte è solo sentire una voce misteriosa che ci sussurra all’orecchio: io ti amo, io ti amo, io ti amo. E tentare di rispondere. Pregare è come voler bene, c’è sempre tempo per voler bene: se ami qualcuno, lo ami giorno e notte, senza smettere mai. Basta solo che ne evochi il nome e il volto, e da te qualcosa si mette in viaggio verso quella persona. Così è con Dio: pensi a lui, lo chiami, e da te qualcosa si mette in viaggio all’indirizzo dell’eterno: «Il desiderio prega sempre, anche se la lingua tace. Se tu desideri sempre, tu preghi sempre» (Sant’Agostino). Il tuo desiderio di preghiera è già preghiera, non occorre star sempre a pensarci. Perché pregare? È come chiedere: perché respirare? Per vivere! Alla fine pregare è facile come respirare. «Respirate sempre Cristo – ultima perla dell’abate Antonio ai suoi monaci – perché è attorno a noi». «In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo» (At 17,28). Allora la preghiera è facile come il respiro, semplice e vitale come respirare l’aria stessa di Dio (Ermes Ronchi).