• 9 Febbraio 2026 2:03

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Primo incontro dei Frati Minori che lavorano con le popolazioni indigene

Il primo incontro dei frati che lavorano con le popolazioni indigene si è svolto dal 15 al 19 ottobre a Città del Guatemala, ospitato dalle fraternità francescane di questo paese centroamericano, territorio della Provincia Francescana di Nostra Signora di Guadalupe.

L’incontro ha riunito frati delle tre Conferenze che compongono l’UCLAF e ha visto la partecipazione di fratelli provenienti da Argentina, Brasile, Colombia, Perù, Messico, Guatemala ed El Salvador. Erano presenti anche il Segretario generale per l’Evangelizzazione, Fra Francisco Gómez, l’Animatore generale delle Missioni, Fra Dennis Tayo, e il Definitore generale per America Centrale, Caraibi e Messico, Fra Joaquín Echeverry. I primi due giorni si sono svolti presso la Casa di Ritiro Monte San Francisco, situata nello stesso complesso della Curia provinciale.

Il primo saluto rivolto ai partecipanti è stato quello del Presidente della Conferenza episcopale dell’America Latina (CELAM), Card. Jaime Spengler, OFM, Arcivescovo di Porto Alegre, Brasile. Intervenendo in videoconferenza, ha ringraziato l’Ordine per la particolare attenzione rivolta alle popolazioni indigene che, come ricordava Papa Leone XIV nella sua prima Esortazione Apostolica, Dilexit te, “sono i più poveri tra i poveri”. Ha inoltre incoraggiato i partecipanti a mantenere la loro gioia francescana, caratterizzata dal buon umore, per rendere la missione più leggera ed entusiasmante. Anche Fr. Francisco Gómez e il Presidente dell’UCLAF, Fr. Fernando Aparecido dos Santos, hanno offerto parole di benvenuto. “Lasciate che la Luce dello Spirito Santo riaccenda nei vostri cuori il desiderio di leggere i segni dei tempi, di essere presenti ovunque lo Spirito vi mandi”, ha detto Fr. Fernando.

L’incontro è stato guidato anche da p. Ricardo Falla, sacerdote gesuita di 93 anni nato in Guatemala. Missionario, antropologo e teologo, ha dedicato gran parte della sua vita alla convivenza, allo studio e all’evangelizzazione delle popolazioni indigene.

I frati hanno avuto l’opportunità di condividere le loro esperienze in una vasta varietà di servizi: dal lavoro parrocchiale all’aiuto nella lotta per i diritti e la conservazione della memoria popolare, dalla difesa dei territori alla cura del Bene Comune, dalla condivisione della vita quotidiana al contributo per il recupero di pratiche e riti tradizionali.

Nella seconda giornata è intervenuto in videochiamata dall’Angola il Ministro generale, Fr. Massimo Fusarelli, che ha ribadito i 4 assi e le 3 linee d’azione presentati dalla Commissione delle Nuove Forme di Vita in America Latina presentati nell’ultimo incontro.
A partire da tutte le realtà presentate e dalle provocazioni sollevate nei dialoghi e nei dibattiti, i frati hanno potuto presentare alcune conclusioni e desideri riguardo alla promozione della presenza tra i popoli indigeni, tra cui:

  1. La presenza e la condivisione di vita con i popoli indigeni è un modo di evangelizzare che fa parte integrante dell’identità francescana e deve essere incoraggiato tra i frati e le fraternità, perché la cultura dello scarto, il predominio del mercato, l’accumulo di ricchezza e il consumo predatorio hanno seriamente messo in pericolo sia il pianeta che la dignitosa sopravvivenza dei popoli indigeni, collocandoli tra i più poveri tra gli impoveriti.
  2. La difficoltà di trovare frati con le qualifiche e il desiderio di lavorare con i popoli indigeni e imparare dal loro stile di vita rimane una grande sfida;
  3. Organizzare un progetto per questa forma di presenza ed evangelizzazione che coinvolga diversi livelli potrebbe garantire maggiore sicurezza nello svolgimento e nella continuità dei processi;
  4. Sarebbe necessario pubblicizzare questo tipo di presenza in modo più aperto e capillare, affinché i frati di tutto l’Ordine e oltre ne prendano conoscenza.
  5. Dedicarsi con tutto il cuore all’apprendimento della lingua del popolo che si serve è un compito cruciale per il frate che si offre a questo servizio.
  6. I frati scelti o che si offrono volontari per questo servizio devono essere accompagnati e ricevere un’attenta preparazione.
  7. Le presenze esistenti, soprattutto in Amazzonia, devono essere urgentemente rafforzate, cercando i mezzi necessari a tal fine, in termini di frati e di altre forme di assistenza e risorse.
  8. Lavorare con una realtà complessa, come quella delle popolazioni indigene, richiede un intenso lavoro di rete, che coinvolga agenti della Chiesa e non solo. Gli sforzi in questa direzione sono indispensabili.
  9. È stato nominato un Comitato Esecutivo, con un rappresentante di ciascuna Conferenza UCLAF, che continuerà a lavorare sulle raccomandazioni dell’incontro, in collaborazione con la Commissione per le Nuove Forme e il Segretariato generale per le Missioni e l’Evangelizzazione. I fratelli nominati per questo comitato sono: Fr. Sebastián Robledo (Conf. Brasile e Cono Sud), Fr. Antonio Vasquez (Conf. Bolivariana) e Fr. Alfonso Barrientos (Conf. Nostra Signora di Guadalupe).

Il 16, 17 e 18 ottobre, i partecipanti hanno compiuto un pellegrinaggio e condiviso un’esperienza conviviale in regioni con forti tradizioni indigene: prima nella regione di Chichicastenango, poi hanno trascorso due giorni a Zacualpa, una regione del Guatemala dove i frati sono presenti da oltre 40 anni, luogo di intense esperienze di martirio e segnata anche dalla cultura Maya. È stata un’intensa esperienza di immersione nella cultura e nella vita di questi popoli e un’esperienza di come creare una presenza evangelizzatrice basata sul dialogo interculturale e sull’ascolto attento e impegnato della realtà, delle gioie e dei dolori della gente.

Il 18, di ritorno a Città del Guatemala, i frati hanno avuto l’opportunità di visitare il Santuario di San Francesco il Grande, nel comune di Antigua, dove hanno partecipato alla celebrazione eucaristica. Sono stati accolti dalla fraternità locale e hanno ricevuto l’Attestato di Pellegrini della Speranza, visto che il Santuario è anche una Chiesa Giubilare, che fino ad oggi ha accolto circa 40.000 pellegrini.