• 9 Febbraio 2026 2:08

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Pro Gaza, 30 mila a Palermo per rompere il silenzio del Governo Italiano

di Fra Mauro Billetta – Circa 30mila persone oggi per strada a Palermo per manifestare cosa?
Il disaccordo sul silenzio tenuto dal Governo nei confronti del popolo palestinese sterminato sulla Striscia di Gaza.
Il diritto internazionale è stato calpestato sotto lo sguardo assente di tutta Europa e il nostro Governo con puntuali dichiarazioni continua a legittimare l’operazione di pulizia etnica operata dall’esercito israeliano il quale, ripetiamo, non sta combattendo contro un altro esercito come accadrebbe negli scenari di guerra che comunque sono sempre nefasti, ma contro civili inermi e oggi sempre più fragili a motivo della fame e degli stenti che perdurano da due anni.
Il diritto allo sciopero rimane una preziosa azione non violenta di disobbedienza civile dove la popolazione mantiene la capacità critica di manifestare il proprio dissenso, in questo caso, alla politica genocidaria in corso.
Oggi assistiamo ad un risveglio della capacità critica e alla manifestazione di un pensiero divergente che sembrava sopito. Le manifestazioni di questi giorni sono segno che si può sperare in un cambiamento possibile affinché la dignità di ogni essere umano venga rispettata.
È necessario a tal fine evitare facili strumentalizzazioni, l’attenzione potrebbe spostarsi su beghe politiche o posizioni ideologiche che nulla hanno a che fare con la richiesta di PACE per questo mondo. Riconoscere i diritti dei piccoli di Gaza significa volgere lo sguardo verso i tanti discriminati e umiliati dalle diverse guerre in corso anche quelle meno conosciute come quella nello Yemen, in Etiopia o in Somalia o in Sudan…
Se la causa degli ultimi della terra diventerà la nostra allora è possibile riappropriarci di quel tratto umano che pare essersi smarrito a motivo della spinta consumistica. La competizione che ne deriva alimenta logiche di inimicizia perché l’individualismo viene eretto a meta per trovare la quiete.
Ma non è la quiete ciò di cui abbiamo bisogno, questa potrebbe fare implodere in una solitudine depressiva. Piuttosto abbiamo bisogno di recuperare il senso della pace che muove verso l’altro facendoci compromettere per il suo bene.
Abbiamo bisogno di ritrovare parole capaci di tessere trame di pace, semi di rigenerazione umana che tocchino i cuori per abbandonare l’odio e la rivalsa sull’altro.
Un esempio di capacità di dialogo e pensiero critico è stato dato dall’armata clown che ha animato le manifestazioni di questi giorni, la satira degli artisti è un modo prezioso per ritrovare relazioni di pace dove a ciascuno è dato il permesso di ridere con e dell’altro perché tutti profondamente umani e per questo fragili e capaci di bellezza.