• 9 Febbraio 2026 7:45

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Lunedì della II settimana di Pasqua

Letture: At 4,23-31   Sal 2   Gv 3,1-8

Riflessione biblica

“Se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio”. L’immagine del “nascere”, rivolta ad una persona matura, è suggestiva: invita alla riflessione. Esiste una sola nascita secondo natura, ed esiste una sola nascita secondo lo Spirito. “Nascere dall’alto”: non c’è bisogno di “segni”, che attestano che “Gesù viene da Dio” (Gv 3,3), ma lasciarsi trasformare dalla grazia, perché essa operi vera conversione della mente e del cuore.gesu-e-nicodemo-300x175 Rinascere “È Dio che suscita in noi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore” (Fil 2,13). Tale “nascita dall’alto”, per chi crede, è avvenuta nel battesimo: “Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” (Rom 6,4). E la vita battesimale è vita secondo lo Spirito: “Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: Abbà! Padre!” (Rom 8,15). Nel battesimo, sperimentiamo non solo la nostra partecipazione alla morte e risurrezione di Cristo, ma anche l’azione potente dello Spirito che ci fa «vivere in Cristo” e ci fa camminare in novità di vita. Lo Spirito ci aiuta a rivestirci di Cristo e dei suoi sentimenti, in modo che la vita battesimale divenga vera testimonianza di fede e di comunione vitale con Cristo. Guidati Spirito, ci conformiamo a Cristo fino ad «essere uno in Cristo», un solo corpo, un solo uomo nuovo. È lo Spirito che ci fa scoprire il senso profondo della fede e del nostro battesimo che tale fede proclama. Nascere da acqua e da Spirito: è vivere con convinzione e coerenza il battesimo come tensione costante di conversione per rimanere sempre in vitale adesione a Gesù e al suo mistero pasquale di morte e risurrezione; è vivere in intima comunione con Gesù e i fratelli, rivestendoci degli stessi sentimenti di Cristo (Fil 2,5).

Lettura esistenziale

vento-300x150 Rinascere“Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito” (Gv 3,8). È notte a Gerusalemme. Un capo dei Giudei, un personaggio importante e rappresentativo, un uomo di cultura: Nicodemo, va da Gesù. Ha scelto il buio, la calma delle ore notturne forse per avere più tempo, per fare un colloquio più disteso o forse per timore di essere visto. Nicodemo esprime apprezzamento a Gesù, lo chiama Rabbì perché ha visto i segni da Lui compiuti. Riconosce che Gesù è un grande personaggio, mandato da Dio, un Maestro della Legge, una guida del popolo, tuttavia fa fatica a comprendere chi è veramente. Gesù riserva a Nicodemo un dialogo paziente, ma gli fa presente che la condizione per vedere il Regno di Dio è questa: rinascere dall’alto, dallo Spirito. Per vedere il Regno di Dio nella Persona di Gesù è richiesta l’acquisizione di un nuovo modo di essere, di una conversione che rigenera. Pur essendo uomo colto, Nicodemo non comprende, è prigioniero di quello che sa già e ribatte con due obiezioni: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?» (Gv 3,4). Siamo su due frequenze diverse, le parole rispecchiano diversi alfabeti. Neppure l’evidente metafora del vento, con la quale Gesù tenta di esemplificare il suo messaggio, riesce ad essere chiara per questo capo dei Giudei, troppo prigioniero di una ristretta interpretazione della Legge. Dopo questo colloquio con Gesù, Nicodemo scompare dalla scena. Ma alla fine, quando il Maestro non avrà altro segno che quello della sua passione, tornerà a onorare il suo corpo portando con sé una “mistura di mirra e aloe” per la sepoltura. Lo Spirito ha illuminato il suo cammino, che ormai va oltre i segni miracolosi e coglie il mistero del Figlio di Dio. Impariamo dal Vangelo odierno ad aprire il cuore alla novità dello Spirito.