Riflessione biblica
La sua luce di intelligenza e di santità fu di aiuto a molti nel cammino di perfezione e di santità. Risplendette per purezza interiore: “sembrava che in lui Adamo non avesse peccato” (Alessandro d’Hales, maestro di San Bonaventura), per chiarezza di insegnamento, improntato a Cristo, luce del mondo: “credette nella luce per divenire figlio della luce” (Gv 12,36), e rivolto a dar lode alla bontà di Dio: “Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5,16). Fu pieno di luce d’amore: e nell’amore intraprese il suo “itinerario della mente in Dio”.Lettura esistenziale
Agli occhi di Dio siamo sale e luce, è la nostra identità di discepoli, chiesa nel mondo, che dà sapore a tutte le cose e le illumina. Il sale non cambia le cose, in loro si dissolve, si perde, diventa presenza invisibile, che esiste per gli effetti buoni che produce, così la luce non modifica la realtà, esalta colori e forme, ha senso solo nell’unione con le cose del mondo e niente può più restare nel buio. Così viviamo da figli di Dio, esprimiamo una totale obbedienza all’amore, abbracciando la croce, accogliamo tutto ciò che accade, sperimentiamo la fede, che ci fa sentire lo Spirito del Signore in noi, il desiderio di donarci per rendere buone tutte le cose, entrare in relazione intima con tutti , nel rispetto e senza alcuna imposizione o visibilità. In Gesù siamo luce e guardando a lui che brilla dall’alto della croce, nel venerdì santo, siamo illuminati, per riflettere nel mondo la sua luce, che svela la nostra identità e quella dei fratelli.
Come il sale , anche la luce, la comunione con il Signore, si esprime spontaneamente, non bisogna sforzarsi di manifestare chissà cosa, traspare, si irraggia qualcosa, non può restare nascosta. E’ la nostra fede che ci fa vivere da figli e fratelli e non possiamo dimostrarla, ma semplicemente essere noi stessi. Il dire, le parole, a volte hanno in sè la pretesa di convincere qualcuno, mentre la relazione autentica, i gesti, il nostro modo di essere, comunicano la presenza del Signore e la gioia di essere figli amati, raggiungiamo così il cuore dei fratelli e delle sorelle, permettiamo l’esperienza dell’amore. Gesù è legato intimamente a tutti i credenti che vivono il Vangelo, entriamo in relazione con Lui nel renderlo attuale, concreto, autentico. Così in ogni situazione difficile, pesante, di persecuzione, di ostilità, di opposizione possiamo essere beati, perché abbiamo Dio vicino, siamo in una strettissima comunione con Lui, che condivide davvero quella situazione. Quando siamo feriti profondamente da chi usa il discredito, la svalutazione, manipola la verità, fino ad uccidere la nostra dignità e ci sentiamo annientati, pronti ad esplodere o implodere, possiamo metterci in comunione più intima con lui, in preghiera, accogliere la sua Parola, scegliere di rassomigliare a Cristo nostro Signore, desiderare di vivere i suoi stessi sentimenti, cercare un bene più alto, anche a costo di essere giudicati folli o stupidi. Siamo con lui e possiamo attraversare veramente tutto! Meditiamo oggi sulla vita di San Bonaventura, Frate Minore, che con le sue opere e la sua dottrina ha servito fedelmente la Chiesa e ci ha donato un esempio bellissimo di santità.
