• 9 Febbraio 2026 5:52

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Salvaci, Signore, siamo perduti!

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Martedì della XIII settimana del Tempo Ordinario

Letture: Gen 19,15-29   Sal 25   Mt 8,23-27

Riflessione biblica

“Si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: Salvaci, Signore, siamo perduti!” (Mt 8,23-27). gesu-252x300 Salvaci, Signore, siamo perduti!Può capitare, ma bisogna continuare a credere e rafforzare la nostra fiducia in. Egli è sempre in mezzo a noi, anche nei momenti difficili della nostra vita personale, familiare ed ecclesiale. Quante tempeste: malattie, dubbi che turbano l’anima, quante ambiguità che non ci lasciano in pace, quanti contrasti che spezzano l’armonia interiore e familiare. Navighiamo in un mondo turbato e pieno di insidie. È il momento della fede adulta, che ci libera dalla pretesa di poter fare tutto da noi. Forse, pretendiamo che Gesù intervenga subito; egli invece sembra dormire: e la nostra fede diviene come la barca in preda alle onde. Ma, nonostante ciò e per quanto siamo “uomini e donne di poca fede”, continuiamo a credere che prima o poi egli ci restituirà la “calma interiore”, metterà armonia tra noi e, operando nella carità, troveremo in Gesù la tranquillità del vivere insieme. Gesù è la nostra pace (Ef 2,14) e solo in lui possiamo continuare il nostro cammino di santità. Gesù è con noi, al centro della nostra barca in tempesta, ma sempre presente per darci coraggio nell’affrontare i nostri travagli interiori e le difficoltà che la vita ci riserva. Il dubbio ci mette paura, il mare tempestoso della vita ci circonda, allora gridiamo con Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio” (Gv 6,68-69). E con Paolo riaffermiano la nostra convinzione di fede: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati” (Rom 8,35-37). In breve, gli apostoli ci insegnano che abbiamo bisogno diuna fiducia sconfinata in Gesù: passare da una fede piccola ad una fede grande e matura, che sa portare con Gesù la propria croce.

Lettura esistenziale

gesu-300x169 Salvaci, Signore, siamo perduti!“Essendo poi salito su una barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco scatenarsi nel mare una tempesta così violenta che la barca era ricoperta dalle onde; ed egli dormiva” (Mt 8,23s). Nella breve navigazione Gesù si addormenta, sfinito. Io non so perché si alzano tempeste nella vita. Non lo sanno Luca, Marco, Matteo: raccontano tempeste sempre uguali e tutte senza perché. Vorrei anch’io un cielo sempre sereno e luci chiare a indicare la navigazione, un porto sicuro e vicino. Ma intanto la barca, simbolo di me, della mia vita fragile, della grande comunità, intanto resiste. E non per il morire del vento, non perché finiscono i problemi, ma per il miracolo umile dei rematori che non abbandonano i remi, che sostengono ciascuno la speranza dell’altro. A noi invece pare di essere abbandonati appena si alza il vento di una malattia, di una crisi familiare, di relazioni che dolgono. Ci sentiamo naufraghi in una storia dove Dio sembra dormire, anziché intervenire subito, ai primi segni della fatica, al primo morso della paura, appena il dolore ci artiglia come un predatore Allora ecco il grido: Non ti importa che moriamo? Eloquenza dei gesti: si destò, minacciò il vento e il mare…, perché sì, mi importa di voi. Mi importano i passeri del cielo e voi valete più di molti passeri; mi importano i gigli del campo e voi siete più belli di tutti i fiori del mondo. Mi importi al punto che ti ho contato i capelli in capo e tutta la paura che porti nel cuore. E sono con te, a farmi argine al buio, luce nel riflesso più profondo delle tue lacrime. Lui è con noi, a salvarci da tutti i nostri naufragi, è qui da prima del miracolo: è nelle braccia forti degli uomini sui remi; nella presa salda del timoniere; nelle mani che svuotano il fondo della barca. Lui è in tutti coloro che, insieme, compiono i gesti esatti e semplici che proteggono la vita (Ermes Ronchi).