Commento di Suor Cristiana Scandura
Mercoledì della II settimana di Quaresima
Letture: Ger 18,18-20 Sal 30 Mt 20,17-28
“Si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno»” (Mt 20,20s).
Siamo davanti al famoso brano evangelico che racconta la preghiera di intercessione, presso Gesù, della madre di Giovanni e Giacomo, perché i loro figli abbiano un posto di privilegio accanto allo stesso Cristo, sedendo nel suo regno, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra. Gesù non si scandalizza delle nostre pretese, ma vuole che comprendiamo bene come stanno le cose. Anzi, proprio nel rispondere pronuncia una profezia sui due fratelli: anch’essi berranno il calice, ossia saranno martiri.
Ecco come Gesù esaudisce e nello stesso tempo trasforma il desiderio di gloria dei due fratelli, che probabilmente mandano avanti la loro madre. Il martiro, infatti, è gloria. I due discepoli vogliono vivere nella gloria di Gesù, ma intendono male la modalità per conquistarla; Gesù spiega loro che si arriva in Cielo bevendo il calice della prova e servendo i fratelli, volendo il bene degli altri, nascondendosi e mettendosi dietro le quinte.
La ricerca della vana gloria non si addice a chi segue un Signore che è passato attraverso la croce e continua a portare le stimmate della Passione anche nel Suo Corpo glorificato. Orientiamo invece il nostro desiderio verso la gloria vera e imperitura che solo Dio ci può dare, la gloria dei santi.
