• 9 Febbraio 2026 2:26

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Suor Cristiana Scandura

San Giovanni Bosco

Letture: 2Sam 12,1-7.10-17 Sal 50 Mc 4,35-41

“Maestro, non t’importa che siamo perduti?” (Mc 4,38).

gesu-300x226 Signore non t’importa di noi?Nella liturgia di oggi si narra l’episodio della tempesta sedata da Gesù. La barca su cui i discepoli attraversano il lago è assalita dal vento e dalle onde ed essi temono di affondare. Gesù è con loro sulla barca, eppure se ne sta a poppa sul cuscino e dorme. I discepoli, pieni di paura, gli urlano: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».

Tante volte anche noi, assaliti dalle prove della vita, abbiamo gridato al Signore: “Perché, Signore, non mi aiuti? Perché non intervieni?”. Talvolta capita anche a noi, come ai discepoli, di sentirci soffocare dall’ansia e dalla paura. Ma, non dimentichiamo, che sulla barca della nostra vita, anche se dorme, Gesù è presente e porta con noi le fatiche e i pesi. Il suo sonno, se da una parte ci stupisce, dall’altra ci mette alla prova e ci stimola anche a gridare a Lui, nella preghiera. La preghiera, spesse volte, non è che un grido: “Signore, salvami!”.

Chiediamoci: quali sono oggi i venti che si abbattono sulla nostra vita, quali sono le onde che ostacolano la nostra navigazione e mettono in pericolo la nostra vita spirituale? Aggrappiamoci a Cristo per camminare sulle acque talvolta tempestose della nostra esistenza. Il Vangelo racconta che i discepoli si avvicinano a Gesù, lo svegliano e gli parlano. Ecco l’inizio della nostra fede: riconoscere che da soli non siamo in grado di affrontare le tempeste e di vincere le paure, ma che abbiamo bisogno di Gesù come i marinai hanno bisogno delle stelle per trovare la rotta.

La fede comincia dal credere che non bastiamo a noi stessi e dal sentirci bisognosi di Dio.