• 9 Febbraio 2026 7:38

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Mercoledì della Settimana Santa

Letture: Is 50,4-9   Sal 68   Mt 26,14-25

Riflessione biblica

“Giuda, il traditore, disse: Rabbi, sono forse io?. Gli rispose: Tu l’hai detto” (Mt 26,14-25). Giuda ha tradito per trenta denari: una miseria: “Getta nel tesoro questa bella somma, con cui sono stato da loro valutato! Io presi i trenta sicli d’argento e li gettai nel tesoro della casa del Signore” (Zac 11,13). Siamo sinceri: ci vuole poco per “svendere Gesù” al mercato della miseria umana. Anche noi spesso abbiamo permesso al diavolo di operare nel nostro cuore e gli abbiamo dato molte occasioni. “Tu vigila su te stesso, per non essere tentato anche tu” (Gal 6,1). Gesu-2-300x192 Svendere GesùIl tradimento riguarda ognuno di noi, non si tratta di grandi colpe: ma con esse abbiamo consegnato il fratello alla mormorazione, all’impazienza petulante, all’interesse personale o al nostro comodo. Ci turbiamo perché qualcuno ci affligge con giudizi ingiuriosi o ci perseguita con punzecchiature e insinuazioni, ne siamo afflitti e coviamo desideri di vendetta e di malumore. Spesso diciamo no, perché ci fa comodo, non va d’accordo con i nostri interessi, urta il nostro egoismo che non rinuncia ad un momento di piacere o non vuol perdere un vantaggio economico o sociale. “Piccoli” tradimenti quotidiani: fanno male al cuore del Signore, che ci ha comandato: “amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato” (Gv 15,17). Non facciamo, però, lo stesso errore di Giuda. Confidiamo nella misericordia di Gesù e chiediamo perdono ai piedi della sua Croce di salvezza. Lasciamoci trasformare dal suo amore: “Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nel fare il bene, siate invece ferventi nello spirito; servite il Signore. Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. Condividete le necessità dei santi; siate premurosi nell’ospitalità. Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia; piangete con quelli che sono nel pianto” (Rom 12,10-15).

Lettura esistenziale

gesu-4-300x254 Svendere Gesù“Mentre mangiavano disse: «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà». Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?»” (Mt 26,21s). Siamo nel cenacolo. È l’Evangelista Matteo a presentarci la Cena Pasquale di Gesù con i suoi discepoli. Centrale è l’affermazione di Gesù, che scende come lampo improvviso nelle tenebre dell’inconsapevolezza dei discepoli: “In verità, in verità vi dico uno di voi mi tradirà” (v. 21). Nessuno di noi vorrebbe mai sentirsi dire una cosa così da Gesù. “Giuda aveva ricevuto la grande grazia di far parte del gruppo degli intimi di Gesù e di partecipare al suo stesso ministero, ma ad un certo punto ha preteso di “salvare” da sé la propria vita con il risultato di perderla. Ha smesso di appartenere col cuore a Gesù e si è posto al di fuori della comunione con Lui e con i suoi” (Papa Francesco). Giuda prosegue con il suo piano. Vende il proprio Maestro per trenta monete d’argento! Gesù dono incalcolabile di Dio al mondo, viene venduto e comprato al prezzo e al valore di uno schiavo. Giuda si presta a consegnare Gesù ai suoi nemici, questi lo consegnano a Pilato, il quale lo consegna di nuovo alla volontà dei nemici e poi alla croce. Invece Gesù consegna se stesso liberamente fino alla morte di croce per salvare tutti noi dalla schiavitù del peccato. Il Vangelo di oggi ci mostra i due estremi delle umane potenzialità: la libertà di consegnare/tradire e quella di consegnarsi/donarsi. Tra questi due poli ognuno è libero di operare le proprie scelte quotidiane; ma il Vangelo ce ne fa consapevoli: ai due estremi opera la potenza di Dio oppure la forza del maligno. Ognuno di noi – afferma Papa Francesco – ha dentro di sé un piccolo Giuda che ha la capacità di tradire, di vendere per il proprio interesse. Il Signore ci custodisca sempre nel Suo amore.