Un impegno comune
Quella di incontrarsi, una volta l’anno “per confrontarsi sulle diverse esperienze di volontariato, di servizio alla Custodia di Terra Santa e a tutta la Chiesa di Terra Santa”. È “una necessità – sostiene Ielpo – ed è un momento che rilancia l’impegno e anche la speranza, soprattutto in questo tempo in cui i nostri volontari hanno avuto più difficoltà anche a ritornare e a portare avanti il loro impegno”. Il tema della Giornata è un chiaro richiama al Giubileo, vissuto in Terra Santa “in una maniera particolare perché è un Giubileo senza pellegrini”. “L’assenza di pellegrini – osserva padre Ielpo – detta un clima anche di tristezza: è davvero impressionante vedere i Luoghi Santi deserti. E allora diventa ancora più importante rilanciare il tema della speranza attraverso la nostra presenza accanto alla comunità cristiana locale e anche attraverso la vicinanza ai nostri volontari che sono pronti a ripartire e a rimettersi in viaggio, a rimettersi in cammino”.
Tornare all’origine
Il 2025 è l’anno in cui si concludono le celebrazioni dell’ottavo centenario del Cantico delle Creature e si aprono quelle degli 800 anni del transito di san Francesco d’Assisi, appuntamenti particolarmente importanti come spiega il padre custode: “Noi siamo lì perché Francesco d’Assisi ha avuto questa intuizione più di 800 anni fa, di inviare i primi frati e poi di recarsi personalmente come pellegrino in Terra Santa. Celebrare questi anniversari per noi diventa l’occasione per ritornare all’origine, all’intuizione del nostro fondatore, per ribadire l’amore a quei luoghi che vuol dire l’amore all’incarnazione di Cristo, a quei luoghi geografici dove Lui si è incarnato, ha vissuto, ha sofferto, ha patito, è morto ed è risorto. La passione per quei luoghi, la passione per le persone che la abitano”.
Sostegno a Gaza
Tra le realtà presenti a Roma alla Giornata, anche l’Associazione Pro Terra Sancta, Ong legata all’impegno dei frati francescani e non solo. “Noi aiutiamo Gaza dal 2009 – spiega Andrea Avveduto, responsabile della comunicazione di Pro Terra Sancta – e dopo il 7 ottobre 2023 siamo intervenuti con maggiore efficacia per portare gli aiuti alla popolazione di Gaza. Non è stato un lavoro semplice. Abbiamo dovuto naturalmente appoggiarci alla Caritas in collaborazione con il Patriarcato di Gerusalemme dei Latini”. Un lavoro che a volte è stato possibile solo a singhiozzo e che ha visto Pro Terra Sancta diventare anche partner di Ong locali nel campo dell’educazione. “Questo è il terzo anno che i ragazzi di Gaza non vanno a scuola – afferma Avveduto – per cui intervenire in questi due anni è stato fondamentale per permettere di imparare a leggere e a scrivere. Ragazzi che non vanno a scuola per tre anni diventeranno la manovalanza del terrorismo del futuro. Quindi è fondamentale intervenire anche su questo”. Per questo, dopo la firma dell’accordo di tregua tra Israele e Hamas, la volontà dell’Ong è di proseguire in questa direzione: “Da una parte continuare ad aiutare la popolazione che sta soffrendo la fame, che non ha medicine, che non ha la possibilità di accesso ai beni primari e dall’altra parte investire ancora di più nell’educazione dei cristiani di Gaza”.
Investire sulla Cisgiordania
Pro Terra Sancta opera anche in Cisgiordania, in particolare a Betlemme. “Siamo fortemente preoccupati – confessa Avveduto – perché consideriamo la Cisgiordania come un possibile futuro teatro di guerra. Investire sulla Cisgiordania quindi oggi è fondamentale. Anche lì abbiamo tante limitazioni: sono stati creati 900 posti di blocco. La costruzione di insediamenti naturalmente ci preoccupa ma bisogna continuare a investire perché le comunità non lascino la Terra Santa, non lascino Betlemme, una città di 60 mila abitanti dove da qualche tempo si è cominciato a soffrire la fame”. L’amara scoperta della Ong è che tante famiglie continuano a lasciare Betlemme o la Cisgiordania perché non si sentono più sicure, non sentono più di avere le garanzie per un futuro. “Quindi – conclude il responsabile della comunicazione di Pro Terra Sancta – investiamo nella formazione professionale e nell’educazione, sostenendo anche le scuole della custodia di Terra Santa. Investiamo inoltre anche in quella che è l’emergenza acqua e nella ricostruzione delle case, condizioni strettamente necessarie perché le persone possano rimanere lì”.
(fonte: vaticannews.va – Beatrice Guarrera)
