di Fra Dario Azzaro – “Altissimu onnipotente bon Signore” sono le parole con cui esattamente 800 anni fa Francesco d’Assisi elevava la sua più nota lode al Creatore, il Cantico di frate Sole. Sono le parole semplici di un uomo pienamente riconciliato, un uomo, che come sappiamo è stato straordinariamente controcorrente nel suo tempo e anche oggi, così come sulle sue orme sono stati controcorrente 90 giovani siciliani che ancora nel 2025 hanno scelto di dedicare 10 giorni della loro estate per mettersi in cammino fisico e spirituale, nella 43esima Marcia Francescana.
La Marcia
I giovani insieme a frati e suore si sono ritrovati il 24 luglio a Floresta, un piccolissimo comune in provincia di Messina, che vanta di essere il più alto della Sicilia, particolare che bene fa eco a quell’ “Altissimu” con cui inizia il Cantico e con cui è iniziata questa Marcia. Un Dio sì altissimo, ma allo stesso tempo così vicino da poter essere scoperto come la Speranza certa per ciascuno di noi, la Speranza tra le tempeste che ogni giovane porta dentro di sè, la Speranza che è l’alba nuova che si può attendere dopo ogni notte. Così da veri pellegrini di Speranza, come ci suggerisce il tema dell’anno giubilare in corso, i giovani si sono messi in marcia partendo alle 4:30 del mattino raggiungendo Randazzo. Da lì ogni giorno allo stesso modo hanno fatto strada verso Malvagna, poi un’ardua salita verso Motta Camastra, quindi Linguaglossa e infine Giardini Naxos. Un percorso di 5 tappe di cammino per un totale di circa 100 km percorrendo sentieri, quasi sempre in compagnia del fiume Alcantara, alla cui foce ci si è fermati per rinnovare alle sue acque le promesse battesimali.
Silenzio, cammino e preghiera
Le giornate sono state scandite dal cammino, iniziato sempre in silenzio, ancora avvolti nel buio, lasciando la possibilità al Vangelo del giorno di risuonare, poi all’alba, sciolto il silenzio, il tempo della gioia, della fraternità e del confronto lungo il cammino, non più come semplici amici ma come fratelli, pellegrini in cammino verso la stessa meta; in cammino “come un tempo i suoi”, citando le parole dell’inno ufficiale di questa Marcia che quest’anno è stato composto e musicato proprio da un gruppo di marciatori siciliani. Ogni pomeriggio un tempo dedicato all’ascolto di una riflessione su un brano della Parola di Dio e su una frase del Cantico delle creature. Poi la celebrazione eucaristica e la serata di animazione, annuncio e testimonianza nella piazza del paese ospite.
A Giardini Naxos si è concluso il cammino siciliano, spostandosi in Pullman ad Assisi per celebrare lì la Festa del perdono di Assisi, in cui l’indulgenza della Porziuncola chiesta da Francesco d’Assisi è la meta dei marciatori di tutta Italia e oltre, ritrovandosi insieme il pomeriggio del primo Agosto a Santa Maria degli Angeli per entrare in Porziuncola, ricevere il dono dell’Indulgenza e gustare la bellezza di un Dio misericordioso che attende i suoi figli.
Giubileo a Roma
L’anno giubilare ha arricchito l’incontro dei marciatori col Dio Speranza, di un altro momento, quello del Giubileo dei giovani a Roma, al quale i marciatori si sono uniti per partecipare alla veglia di preghiera con Papa Leone e Tor Vergata la sera del 2 agosto, e la celebrazione eucaristica la mattina del 3 agosto. Un milione di giovani da tutte le parti del mondo che hanno pregato insieme, che hanno la stessa Speranza e che rispondono alla speranza di Dio.
Gioia, fraternità, perdono, semplicità, accoglienza, speranza, sono alcune delle parole chiave che durante questi giorni i marciatori hanno potuto sperimentare in modo nuovo nella loro vita, e lasciando al mondo di oggi un messaggio forte di pace e comunione. Giorni che si imprimono nel cuore e trasformano la vita, lasciando il buon sapore della gioia e freschezza che viene dal vivere il Vangelo.
