• 9 Febbraio 2026 11:42

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Un bambino, per lui nessuno è dato per perduto

Commento a cura di Suor Cristiana Scandura

V giorno fra l’Ottava di Natale

Letture: 1Gv 2,3-11   Sal 95   Lc 2,22-35

“Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore” (Lc 2,22).

Una giovanissima coppia, col suo primo bambino, arriva portando la povera offerta dei poveri, due tortore, e il più prezioso dono del mondo: un bambino.

presentazione-al-tempio-300x211 Un bambino, per lui nessuno è dato per perdutoSulla soglia, due anziani in attesa, Simeone e Anna. Non sono i sacerdoti ad accogliere il bambino, ma due laici, che non ricoprono nessun ruolo ufficiale, ma sono due innamorati di Dio, occhi velati dalla vecchiaia ma ancora accesi dal desiderio.

E lei, Anna, è la terza profetessa del Nuovo Testamento, dopo Elisabetta e Maria. Perché Gesù non appartiene all’istituzione, non è dei sacerdoti, ma dell’umanità.

Simeone pronuncia una profezia di parole immense su Maria, tre parole che attraversano i secoli e raggiungono ciascuno di noi: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori” (Lc 2,34s).

gesu2 Un bambino, per lui nessuno è dato per perduto“Rovina”, è la prima parola. «Cristo, mia dolce rovina» canta padre Turoldo, che rovini non l’uomo ma le sue ombre, la vita insufficiente, la vita morente, il mio mondo di maschere e di bugie, che rovini la vita illusa.

“Segno di contraddizione”. Lui che contraddice le nostre vie con le sue vie, i nostri pensieri con i suoi pensieri, la falsa immagine che nutriamo di Dio con il volto inedito di un Abbà dalle grandi braccia e dal cuore di luce, contraddizione di tutto ciò che contraddice l’amore.

“Egli è qui per la risurrezione di molti”: per lui nessuno è dato per perduto, nessuno finito per sempre, è possibile ricominciare ed essere nuovi. Sarà una mano che ti prende per mano, che ripeterà a ogni alba ciò che ha detto alla figlia di Giairo: “Talità kum”: bambina alzati!

Giovane vita, alzati, levati, sorgi, risplendi, riprendi la strada e la lotta. Tre parole che danno respiro alla vita (Ermes Ronchi).