• 9 Febbraio 2026 5:48

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Un pizzico di sale e uno spiraglio di luce

Commento a cura di Suor Cristiana Scandura

Lunedì della XXV settimana del Tempo Ordinario

Letture: Esd 1,1-6   Sal 125   Lc 8,16-18

“Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce” (Lc 8,16).

Dio è luce: una delle più belle definizioni di Dio (1Gv 1,5). Ma Gesù dice anche dei discepoli: voi siete luce. Una delle più belle definizioni dell’uomo. Io non sono né luce né sale, lo so bene, per lunga esperienza. Eppure il Vangelo parla di me a me, e dice: Non fermarti alla superficie, al ruvido dell’argilla, cerca in profondità, verso la cella segreta del cuore; là, al centro di te, troverai una lucerna accesa, una manciata di sale. Per pura grazia. Non un vanto, ma una responsabilità.luce-300x156 Un pizzico di sale e uno spiraglio di luce

Come mettere la lampada sul candelabro? Isaia suggerisce: Spezza il tuo pane, introduci in casa lo straniero, vesti chi è nudo, non distogliere gli occhi dalla tua gente… Allora la tua luce sorgerà come l’aurora (Is 58,10). Tutto un incalzare di azioni: non restare curvo sulle tue storie e sulle tue sconfitte, ma occupati della città e della tua gente, illumina altri e ti illuminerai, guarisci altri e guarirà la tua vita.

Voi siete il sale. Il sale dà sapore: Io non ho voluto sapere nient’altro che Cristo crocifisso (1Cor 2,1-5). «Sapere» è molto più che «conoscere»: è avere il sapore di Cristo. E accade quando Cristo, come sale, è disciolto dentro di me; quando, come pane, penetra in tutte le fibre della vita e diventa mia parola, mio gesto, mio cuore.

Il sale conserva. Gesù non dice «voi siete il miele del mondo», un generico buonismo che rende tutto accettabile, ma il sale, qualcosa che è una forza, un istinto di vita che penetra le scelte, si oppone al degrado delle cose, e rilancia ciò che merita futuro (Ermes Ronchi).